Una recente sentenza nella Capitale ha stabilito che le auto ibride hanno diritto ad accedere liberamente nelle zone a traffico limitato, a differenza di quanto prevedono i regolamenti comunali di Roma e Milano. La decisione potrebbe far giurisprudenza, nel caso in cui diventasse definitiva, e potrebbe riscrivere le regole della mobilità.

A Roma il giudice di pace Dario Bonamano ha accolto il ricorso proposto da un automobilista, multato quattro volte per essere entrato con la propria auto ibrida in una Ztl romana. Il regolamento comunale della Capitale, infatti, prevede che possano circolare liberamente nelle zone a traffico limitato solo le elettriche. La stessa regola vale anche a Milano. Per le ibride, invece, in entrambe le città bisogna pagare l’accesso. A Milano, nello specifico, a partire dal 1° ottobre 2022, l’accesso in Area C è consentito solo dietro il pagamento di un ticket se le emissioni di anidride carbonica superano i 100g/km.

Secondo il giudice romano però le ibride dovrebbero circolare liberamente, come le elettriche, nelle Ztl.
A stabilirlo è l’articolo 7 del Codice della strada che consente, senza distinzione, alle due tipologie di veicoli il libero accesso nelle zone a traffico limitato istituite dopo il 2018. «La norma di legge non può certo essere derogata da delibere comunali», scrive nella sentenza il giudice romano che, in base al principio gerarchico delle fonti, ha accolto il ricorso dell’automobilista e annullato le multe. Se il Comune di Roma dovesse rinunciare a impugnare la sentenza, la decisione diventerebbe definitiva, andando così a riscrivere una pagina della mobilità romana. E in prospettiva anche milanese. Gli automobilisti infatti sarebbero più motivati a fare ricorso. Perché però si arrivi a un cambiamento di regolamento comunale bisognerà salire tutti i gradini della giustizia.

Fonte: Corriere.it