Da corso San Maurizio a strada del Drosso, da via Lancia a piazza Cavour nel cuore della città. Sono più di cento le strade e piazze di Torino interessate dal maxi- piano per la cura del suolo, messo in campo dal Comune e finanziato da Fondazione Crt con la cifra monstre di 32 milioni di euro. Un investimento di circa sei volte superiore rispetto a quanto viene speso, annualmente, per le manutenzioni ordinarie. E pare sia solo l’inizio. La presidente della Fondazione di via XX settembre Anna Maria Poggi ha infatti annunciato che, a fine estate, verrà reso noto un altro intervento in favore del Comune. Con ogni probabilità si tratta della trasformazione delle palazzine ex Moi, in zona Lingotto, ma vige il massimo riserbo.
« Rifacciamo le strade di Torino e abbattiamo le barriere architettoniche» commenta fiero il sindaco Stefano Lo Russo, illustrando il progetto “ Torino Cambia – Spazi che uniscono”. Certo, i cittadini dovranno fare i conti con l’avvio di altri nuovi cantieri da autunno, ma la promessa è quella di vedere non più tardi del 2027 una città rinnovata e molto più accessibile. In strade, marciapiedi, piazze, piste ciclabili e aree pedonali il totale è di 140 cantieri da attivare progressivamente nell’arco di 18 mesi, a partire dal prossimo novembre.
Una “cabina di regia” è già al lavoro per evitare che i nuovi lavori, sommati a quelli già in corso e agli interventi di Ireti sulla rete elettrica, possano congestionare ulteriormente le strade. «I disservizi legati ai blackout hanno accelerato il progetto di rifacimento di molte infrastrutture datate – spiega Lo Russo – Sta alla regia dei cantieri decidere come, dove e con quale sequenza avviare i lavori in modo tale che non si sovrappongano » . Un incarico delicato che si avvarrà anche dell’ausilio dell’intelligenza artificiale per le attività di programmazione e monitoraggio.
Il progetto, infatti, si basa sullo sviluppo di una piattaforma digitale in grado di mappare lo stato del suolo con strumenti automatizzati. Si tratta di un “ gemello digitale” (il cosiddetto digital twin) della città e, proprio grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, sarà possibile classificare il degrado degli spazi e programmare gli interventi in modo “predittivo”. Le aree di intervento saranno selezionate sulla base di una mappa tematica dei dissesti, continuamente aggiornata anche grazie alle segnalazioni di cittadini, tecnici e polizia municipale.
« Se c’è una amministrazione che ha puntato sui grandi interventi è la nostra, ma non sottovalutiamo l’importanza delle piccole cose» spiega ancora il sindaco, e rivendica la « scelta politica » , di civiltà, di investire sull’abbattimento delle barriere architettoniche e di migliorare l’accessibilità delle strade per gli anziani e per tutti coloro che hanno difficoltà motorie.”
Fonte: Repubblica