In seguito alla pubblicazione da parte di ISTAT dei dati al 2023 di tutte le città italiane in merito al trasporto pubblico, alla mobilità ciclabile, alla mobilità condivisa, ai punti di ricarica elettrica, stiamo provvedendo all’aggiornamento dei grafici presenti nell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile.
Dopo i dati sul trasporto pubblico, sulla mobilità ciclabile e su quella elettrica nonché alla qualità dell’aria, abbiamo aggiornato i grafici relativi alla mobilità condivisa relativa agli anni 2011-2023. Vediamo alcuni dei dati più significativi. (andando alla pagina indice dell’Osservatorio o a quella dove sono disponibili tutti i link in versione interattiva si trovano diversi altri grafici con informazioni di dettaglio).
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Le differenze tra città sono notevoli e suggeriscono che lo sviluppo della micromobilità elettrica in sharing dipende fortemente dalle politiche locali, dalla domanda reale e dalla regolamentazione.
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Alcune città (es. Bergamo, Catania) hanno mostrato un forte dinamismo, altre (es. Bologna, Genova) sono ancora del tutto assenti dal panorama della micromobilità condivisa.
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Il 2023 evidenzia una fase di consolidamento: poche nuove attivazioni, servizi che si mantengono dove già affermati, e una razionalizzazione nei contesti meno redditizi.
📊 Tendenze generali
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Crescita iniziale, poi stabilizzazione o lieve calo nel 2023: la media nazionale passa da 24 (2020) a 36 (2021), raggiunge un picco di 37 (2022) e scende lievemente a 35 (2023).
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L’espansione dei servizi ha avuto uno slancio tra 2020 e 2021, ma nel 2023 si osserva una flessione in alcune città, forse dovuta a una razionalizzazione dell’offerta o a fattori normativi e di mercato.
📍 Città con i valori più alti nel 2023
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Bergamo: 67 veicoli per 10.000 abitanti — nonostante un calo rispetto al picco (117 nel 2022), resta la città con il valore più alto.
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Catania: crescita continua fino a 43 nel 2023, da zero nel 2020.
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Firenze e Roma: si mantengono stabili sopra i 45 veicoli.
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Bari e Parma: valori costanti a 46–47.
🟥 Città con valori molto bassi o nulli nel 2023
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Bologna, Genova, Reggio Calabria: assenza totale del servizio (0 in tutti gli anni).
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Messina e Cagliari: servizi minimi e discontinui.
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Venezia: stabile ma molto basso (16 in tutti gli anni).
🔻 Casi di riduzione significativa
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Torino: da un massimo di 59 nel 2021 a 35 nel 2023, segnale di contrazione o razionalizzazione dell’offerta.
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Milano: si ferma a 39 già dal 2021, senza crescita negli anni successivi.
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Napoli: valori stabili ma bassi (20 → 10), potenziale riduzione del servizio.
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Il bike sharing si è diffuso ampiamente in diverse città italiane, ma l’offerta non è ancora omogenea e risente di fattori locali: domanda, gestione, infrastrutture ciclabili e supporto pubblico.
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Il calo del 2023 in molte città segnala una fase critica che potrebbe essere legata a:
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rimodulazione dell’offerta da parte degli operatori,
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problemi di sostenibilità economica,
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concorrenza con altri mezzi (es. monopattini in sharing),
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o riduzione del supporto pubblico.
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Per garantire un servizio stabile e duraturo, occorre integrare il bike sharing con politiche urbane ciclabili, incentivare l’uso e garantire la manutenzione e la sostenibilità dei sistemi.
📊 Tendenze generali (2011–2023)
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Il dato medio nazionale è cresciuto da 3 biciclette per 10.000 abitanti nel 2011 a un picco di 48 nel 2022, calando poi a 34 nel 2023.
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Dopo una fase di espansione, il 2023 segna una contrazione del servizio in diverse città, segnale di difficoltà operative o ridefinizione dell’offerta.
🟢 Città leader nel 2023
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Milano: con 109 bici per 10.000 abitanti, si conferma la città con l’offerta più ampia, nonostante un calo rispetto al 2022 (132).
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Firenze: secondo posto con 83 bici, in forte calo rispetto al 2022 (135).
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Padova: 85 bici, anch’essa in calo rispetto al picco del 2022 (98).
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Bologna e Venezia: mantengono valori stabili (64 e 40 bici rispettivamente).
🟥 Città in calo marcato nel 2023
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Torino: da 54 nel 2022 a 12 nel 2023, un crollo che indica probabilmente la dismissione o contrazione del servizio.
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Roma: da 42 nel 2022 a 22 nel 2023.
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Firenze: diminuzione significativa (da 135 a 83).
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Parma e Bergamo: cali più contenuti ma comunque rilevanti.
⚫ Città assenti o marginali nel servizio
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Reggio Calabria, Messina, Genova, Cagliari, Napoli: valori molto bassi o nulli per tutto il periodo considerato.
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Catania e Palermo: partenza lenta, con timidi segnali di presenza (8 e 26 bici nel 2023).
🔄 Dinamiche da segnalare
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Espansione e calo ciclico: molte città hanno ampliato l’offerta tra 2019 e 2022, per poi ridurre nel 2023.
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La fase pandemica (2020–2021) ha sostenuto il bike sharing, ma nel post-pandemia si nota una razionalizzazione.
Il car sharing è maturo in città come Milano, Torino, Firenze, Bologna e Roma, ma ancora in fase embrionale o assentenel resto del Paese. Per sviluppare questo servizio in modo equo e sostenibile, sono necessarie:
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politiche pubbliche incentivanti,
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integrazione con il trasporto pubblico,
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e un modello economico sostenibile per gli operatori, soprattutto nei centri di medie dimensioni.
📈 Tendenze generali
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La media nazionale è passata da 0,6 veicoli/10.000 abitanti nel 2011 a 8,5 nel 2023, con una crescita costante fino al 2019 e una stabilizzazione dal 2020 in poi.
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Il car sharing è uno dei servizi più consolidati nel panorama della mobilità condivisa, anche se non omogeneamente diffuso.
🥇 Città leader nel 2023
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Milano: con 26,5 veicoli/10.000 abitanti, si conferma nettamente al primo posto. È l’unica città con un’offerta paragonabile a modelli europei avanzati.
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seguono Torino e Bologna: ex-aequo con 11,4, stabile negli ultimi anni.
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Roma: 7,4 veicoli, ma con trend decrescente rispetto al picco del 2019 (8,4).
📉 Città con flessione o stagnazione
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Roma e Genova mostrano un lieve calo o stagnazione.
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Firenze, dopo una forte crescita, registra una marcata riduzione nel 2023 (da 7,3 a 4,1).
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Catania e Reggio Calabria presentano una riduzione costante dei numeri dal 2019.
🟥 Città con servizio marginale o assente
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Assenti o quasi per tutto il periodo: Napoli, Bari, Prato, Messina, Reggio Calabria, Cagliari (fino al 2019).
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In queste realtà il servizio è inesistente o limitato a esperienze discontinue, segno di difficoltà di implementazione o scarso interesse da parte degli operatori.
⚠️ Considerazioni sul servizio
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Il car sharing ha avuto una crescita significativa fino al 2019, ma negli anni successivi ha vissuto una fase di consolidamento, con pochi nuovi ingressi e un riequilibrio dell’offerta nelle città già servite.
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Fattori limitanti:
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Elevati costi di gestione rispetto a micromobilità;
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Difficoltà logistiche (parcheggi, manutenzione);
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Domanda concentrata nelle grandi città;
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Espansione limitata dalla concorrenza di altri mezzi di sharing (e-bike, scooter, monopattini).
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L’evoluzione dei dati evidenzia una forte accelerazione verso la sostenibilità del car sharing in Italia, specialmente dopo il 2019.
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Tuttavia, permangono grandi differenze territoriali: alcune città sono 100% green, altre ancora completamente ferme.
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Servono politiche pubbliche e incentivi coerenti per favorire un rinnovo delle flotte e supportare la transizione ecologica del settore in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
📈 Trend generale
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Netto miglioramento della sostenibilità ambientale dei servizi di car sharing: la media dei capoluoghi metropolitani passa da 4/100 nel 2012 a 45/100 nel 2023.
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Diverse città hanno raggiunto il 100% della flotta a basse emissioni, segno di una conversione completa o quasi del parco veicoli.
🥇 Città con il 100% di veicoli a basse emissioni nel 2023
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Genova, Bergamo, Venezia, Padova, Firenze, Napoli, Bari, Palermo: tutte con 100/100 veicoli a basse emissioni.
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Queste città hanno completato una transizione green totale, spesso già a partire dal 2020.
⚠️ Città con progressi parziali o rallentati
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Milano: nonostante il ruolo guida nel car sharing per numero assoluto, è solo al 47% nel 2023 (ma in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti).
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Torino: in calo rispetto al picco del 2021 (65 → 38 nel 2023).
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Roma: rimasta stabile al 21% negli ultimi due anni.
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Bologna: leggera flessione (da 100% nel 2020 a 87% nel 2023).
🟥 Città ancora ferme a zero
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Catania, Messina, Prato: nessun veicolo a basse emissioni nella flotta.
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Anche Reggio Calabria e Cagliari mostrano numeri fermi da anni (23% e 11% rispettivamente).
🔍 Osservazioni
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In molte città, la transizione è stata repentina e completa (es. Napoli, Palermo, Bari), probabilmente per l’ingresso recente del servizio con flotte già elettriche.
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In altre, come Milano, la transizione è graduale, data la storicità e l’ampiezza del servizio (maggiori veicoli da rinnovare).
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Alcune città come Torino e Roma hanno avviato la transizione ma mostrano regressi o stalli, forse per ritiro di operatori green o mancanza di incentivi.