AMT, l’azienda di trasporto pubblico partecipata del Comune di Genova, è costretta a una spending review per far fronte a gravi difficoltà economiche. Per contenere i costi e cercare di mantenere in equilibrio il bilancio, l’azienda ha deciso di sospendere due servizi considerati non essenziali:
- La navetta elettrica del centro storico, introdotta nel 2021 e costosa (150mila euro annui), giudicata insostenibile in base alla scarsa domanda.
- L’allungamento della linea 42 fino a piazza Fontane Marose, che torna al percorso originario con capolinea in piazza Dante.
A rischio anche la Navebus, servizio attivo da vent’anni, per problematiche nei pagamenti alla cooperativa che lo gestisce.
Questi tagli avvengono in un contesto di grande incertezza legato al salvataggio finanziario dell’azienda, che:
- Ha ricevuto 30 milioni dalla Regione Liguria per l’acquisto di nuovi mezzi.
- Attende altri 29,2 milioni grazie a un emendamento regionale che anticipa fondi nazionali previsti nel 2026.
- Riceverà dalla Città Metropolitana un anticipo di 26 milioni (quattro rate del contratto di servizio) più ulteriori fondi per coprire l’anno.
La continuità dei pagamenti di stipendi e fornitori fino a dicembre dipenderà dalla presentazione entro ottobre di un piano industriale, condizione essenziale per sbloccare ulteriori risorse.
Nel frattempo, è stata congelata la questione dei 9,8 milioni dovuti da Trenitalia per l’integrazione tariffaria, per dare ulteriore respiro alle casse aziendali.