In Italia il numero di veicoli che circolano senza assicurazione continua a crescere, con effetti pesanti sia sulla sicurezza stradale sia sulle tasche degli automobilisti onesti. Secondo le stime elaborate dal Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione (SNA) su dati Ania, nel 2024 si contano circa 2,9 milioni di mezzi privi di copertura RC Auto, pari al 6,1% dei 47,5 milioni di veicoli circolanti.
Il dato segna un incremento del 12,8% rispetto al 2022, quando i veicoli non assicurati erano 2,58 milioni. Una crescita che non interessa in modo uniforme il Paese: al Nord l’aumento è stato del 24,8%, con oltre 1,15 milioni di mezzi scoperti; al Centro del 10,7% (660 mila veicoli); mentre al Sud, dove il fenomeno è più diffuso in termini percentuali, si registra un incremento contenuto al 3,5%.
Le regioni più colpite
Le situazioni più critiche si riscontrano in Campania, con 374 mila veicoli scoperti pari al 10,6% del totale circolante, in Sicilia (315 mila, 8,8%), in Calabria e Lazio (entrambi all’8,4%). In valori relativi spicca la Valle d’Aosta, dove oltre l’11% dei veicoli è privo di assicurazione. Al contrario, regioni come Friuli Venezia Giulia (3,3%), Veneto(3,8%) ed Emilia Romagna (4,7%) presentano i livelli più bassi.
Le città metropolitane
Il fenomeno è marcato anche nelle aree urbane: a Roma circolano senza copertura circa 251 mila veicoli, a Napoli 214 mila, a Milano 158 mila e a Torino 107 mila. A Firenze si stima che siano 47 mila i mezzi scoperti, pari al 5,8% del parco circolante.
Un costo per tutti
Le conseguenze di questa evasione assicurativa pesano direttamente sull’intero sistema. Nel 2024 il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, che indennizza chi subisce danni da parte di veicoli non assicurati o non identificati, ha erogato 266 milioni di euro per circa 49 mila sinistri. Le risorse del Fondo derivano da una quota dei premi RC Auto (2,5%) che viene scaricata su tutti gli automobilisti regolari.
Secondo le stime dello SNA, i mancati premi generano una perdita superiore a 5 miliardi di euro l’anno per il sistema assicurativo, mentre lo Stato rinuncia a 1,3 miliardi di euro di entrate fiscali e parafiscali.
Una questione sociale oltre che economica
Il fenomeno, sottolinea il sindacato, è legato anche a difficoltà economiche crescenti che spingono alcuni cittadini a rinunciare alla copertura obbligatoria, oltre che ai costi molto elevati per i neopatentati in alcune aree del Paese.
La diffusione dei veicoli senza assicurazione, conclude SNA, rappresenta oggi una minaccia per la sicurezza stradale e per l’equità sociale. Servono quindi interventi rapidi e coordinati tra istituzioni, compagnie e organi di controllo, per ridurre un fenomeno che grava pesantemente sulla collettività.

