Le principali organizzazioni ambientaliste italiane – Cittadini per l’Aria, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Sbilanciamoci!, Transport & Environment Italia e WWF – lanciano l’allarme sul recepimento della Direttiva europea RED III sull’uso di energia rinnovabile nei trasporti.

Il decreto del Governo, attualmente all’esame del Parlamento, indebolisce la norma europea, non aggiorna gli obiettivi nazionali (fermi al 16% al 2030, invece del 29% previsto) e rischia di consolidare la dipendenza dell’Italia dai carburanti fossili e da materie prime d’importazione. Una scelta che potrebbe aprire la strada a nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione europea.

Secondo le associazioni, il testo favorisce il solo comparto dei biocarburanti, ignorando l’elettricità rinnovabile e i carburanti sintetici (RFNBO) essenziali per decarbonizzare i settori marittimo e aereo. In particolare, non viene istituito il meccanismo di credito per l’elettricità rinnovabile usata nella ricarica dei veicoli elettrici, previsto dall’articolo 25 della RED III.

Preoccupano inoltre:

  • la reintroduzione del PFAD, sottoprodotto dell’olio di palma ad alto rischio di deforestazione;

  • il raddoppio della soglia per i biocarburanti da rifiuti e residui (dal 2,5% al 5%), senza adeguati controlli sulla tracciabilità delle biomasse, con rischi di frodi e greenwashing;

  • l’innalzamento della quota di biodiesel FAME nei carburanti fossili, settore già oggetto di sanzioni per pratiche anticoncorrenziali.

Le organizzazioni chiedono emendamenti urgenti per riallineare il decreto agli obiettivi europei, includendo target vincolanti per elettricità rinnovabile e idrogeno verde, tutele ambientali più stringenti e una strategia industriale coerente con la decarbonizzazione.

La cosiddetta “neutralità tecnologica”, sostengono, non può essere un pretesto per prolungare l’uso dei fossili. Serve invece un piano nazionale di allocazione delle fonti energetiche: elettricità rinnovabile per il trasporto leggero, carburanti sintetici per i settori hard to abate e biocarburanti sostenibili per l’aviazione. Solo così l’Italia potrà ridurre le emissioni, garantire indipendenza energetica e rispettare i nuovi target europei.

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