Amt ha illustrato ai sindacati Faisa Cisal, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti il proprio piano di risanamento per il 2026, basato su tre assi:
- contributi statali,
- aumento dei ricavi da biglietti e abbonamenti,
- efficientamento interno, con blocco del turn over amministrativo e incremento della velocità commerciale grazie a più corsie gialle.
A novembre saranno pagati stipendi e fornitori, ma a dicembre serviranno 18 milioni: 14 arriveranno dal Governo tramite la Regione, 4 dalla tariffazione. Il piano che sarà presentato ai soci prevede un fondo pubblico da 55 milioni, a cui si aggiungono 2,5 milioni di risparmi interni e 9,5 milioni da maggiori entrate tariffarie.
Il 28 novembre l’esperto nominato dalla Camera di Commercio, Giovanni Mottura, porterà in tribunale la relazione per ottenere le misure di protezione della composizione negoziale della crisi (Cnc), che sospende per sei mesi gli obblighi di ricapitalizzazione e tutela l’azienda dalle azioni dei creditori. Restano però incognite sulla capacità di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2026 e negli anni successivi.
Nel pomeriggio si è svolto anche un incontro con il presidente della Regione Marco Bucci e l’assessore ai Trasporti Marco Scajola, in cui è stata ribadita l’ipotesi di un’azienda unica regionale del trasporto e di un fondo per i prepensionamenti del personale viaggiante e tecnico.
fonte: Repubblica