Accelera la diffusione delle infrastrutture per la mobilità elettrica nelle città italiane. Nel 2024 nei 109 comuni capoluogo risultano attivi 15.842 punti di ricarica, il 36,1% in più rispetto all’anno precedente. Sono distribuiti in 8.172 stazioni di ricarica, cresciute del 28,5%, mentre la potenza complessivamente disponibile raggiunge 348 MW, con un incremento del 41,4%.
È quanto emerge dai dati ISTAT sulle trasformazioni e innovazioni nei consumi elettrici delle città capoluogo. Un dato particolarmente significativo riguarda la qualità dell’infrastruttura: una stazione su quattro dispone di almeno un punto di ricarica ad elevata potenza, cioè superiore a 22 kW.
La crescita delle colonnine procede quindi ancora più rapidamente di quella del loro numero: significa che non aumenta soltanto la disponibilità dei punti, ma cresce anche la capacità di erogazione della rete di ricarica.
Più della metà dei punti nelle città metropolitane
L’infrastruttura è fortemente concentrata nei grandi centri urbani. I 14 capoluoghi di città metropolitana raccolgono il 53,4% di tutti i punti di ricarica e il 52,2% della potenza complessiva disponibile nei 109 capoluoghi.
La dotazione media è di 0,9 punti ogni mille abitanti, ma la differenza emerge soprattutto guardando alla densità territoriale: nei capoluoghi metropolitani si raggiungono 2,3 PDR per km², contro appena 0,5 negli altri capoluoghi.
Tra le grandi città spicca Roma, con 2.920 punti di ricarica, seguita da Milano con 1.165, Torino con 1.064 e Napoli con 1.025. Seguono Genova con 604, Bologna con 392 e Firenze con 346.
In rapporto alla popolazione è invece Torino a guidare i capoluoghi metropolitani, con circa 1,25 PDR ogni mille abitanti nel dataset 2024. Superano un punto ogni mille abitanti anche Napoli, Genova, Roma e Bologna.
Molto differenti anche le caratteristiche tecnologiche. A Bologna, per esempio, 191 dei 392 punti sono ad elevata potenza, quasi la metà del totale. A Roma sono 779 su 2.920, a Milano 268 su 1.165 e a Genova 196 su 604.

La potenza cresce più velocemente del numero delle colonnine
Ancora più interessante è osservare la capacità elettrica disponibile. Roma arriva a circa 56,4 MW, Milano a 39,3 MW, Napoli a 22,3 MW, Torino a 19,4 MW e Genova a 10,9 MW.
La crescita delle infrastrutture avviene mentre i consumi elettrici complessivi delle città mostrano un andamento molto più moderato. Nel 2024 il consumo elettrico dei capoluoghi è infatti aumentato dell’1,9%, attestandosi a 33,9 tep ogni 100 abitanti.
Il confronto è rilevante: +36,1% dei punti di ricarica e +41,4% della loro potenza contro +1,9% dei consumi elettrici complessivi. I dati non consentono di isolare direttamente quanta elettricità venga assorbita dalla ricarica dei veicoli, ma mostrano che la rapida espansione dell’infrastruttura si sta inserendo, almeno finora, in un sistema elettrico urbano nel quale la domanda complessiva non registra aumenti comparabili.
Parallelamente sta cambiando il sistema energetico urbano: la quota dell’elettricità sul totale costituito da elettricità e gas è arrivata al 48,4%, 5,3 punti percentuali in più rispetto al 2021. Nei 14 capoluoghi metropolitani l’elettricità ha già effettuato il sorpasso, raggiungendo il 50,1%.
Fonte: ISTAT, “Trasformazioni e innovazioni nei consumi elettrici delle città capoluogo”, dati 2024 e serie storiche Energia 2003-2024.