A Firenze la qualità dell’aria mostra segnali di miglioramento, ma il biossido di azoto (NO₂) resta un elemento critico, strettamente connesso alle emissioni del traffico. I dati dell’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile indicano dall’inizio dell’anno 148 superamenti della soglia giornaliera raccomandata dall’OMS di 25 µg/m³. Rispetto al limite previsto dalla nuova direttiva europea per il 2030 – 50 µg/m³ come valore giornaliero da non superare più di 18 volte l’anno – Firenze ha già raggiunto 18 superamenti. Per il PM10 i giorni oltre la soglia considerata sono invece sei. 

Il parco veicolare registra un progressivo rinnovamento: le auto Euro 6 rappresentano il 45,7% del totale e le ibride a benzina l’11,7%. Rimane però elevata la presenza di mezzi anziani: il 31,1% delle auto ha più di 15 anni. Ancora più problematica la situazione dei motocicli, per i quali la quota con oltre 15 anni raggiunge il 40,3%, mentre quelli elettrici costituiscono appena l’1%. 

Sul fronte dell’elettrificazione, Firenze dispone di circa un punto di ricarica ogni mille abitanti, ma la sfida riguarda anche distribuzione territoriale, potenza e affidabilità delle infrastrutture. Il quadro complessivo è quindi quello di una città in transizione, nella quale il miglioramento della qualità dell’aria richiede non soltanto il rinnovo dei veicoli, ma una trasformazione più ampia del sistema della mobilità urbana. 

Fonte: La Nazione, 23 agosto 2026 – dati Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile.