La gestione della sosta può diventare una leva decisiva per rendere le città più sostenibili, sicure ed eque. È il messaggio che emerge dal progetto “Ahead of the Kerb” di Transform Scotland, secondo cui il parcheggio non è mai realmente gratuito: anche quando non viene pagato direttamente dall’automobilista, comporta costi per la collettività in termini di occupazione dello spazio pubblico, manutenzione stradale e minori risorse per trasporto pubblico, mobilità attiva e verde urbano.
Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla crescita dei SUV, veicoli più larghi, alti e pesanti che occupano maggiore spazio, riducono la visibilità e aumentano i rischi soprattutto per pedoni e ciclisti. Anche i modelli elettrici, a causa del peso, richiedono più materiali ed energia e contribuiscono maggiormente alle emissioni da usura di pneumatici e freni.
Tra le proposte avanzate figurano tariffe di parcheggio differenziate in base a peso, dimensioni o emissioni dei veicoli, permessi residenziali più costosi per i mezzi più ingombranti, limitazioni in alcune aree urbane e una progressiva riconversione degli spazi oggi destinati alla sosta verso marciapiedi, piste ciclabili, alberature e corsie per il trasporto pubblico.
Fonte: Ambientenonsolo