Natale a basse emissioni, si può: meno auto in città, più vendite nei negozi locali

Dicembre 9, 2021
Elaborazione della Clean Cities Campaign dimostra che le politiche di riduzione del traffico e dei veicoli inquinanti aumentano gli introiti per le attività commerciali. 

9 Dicembre 2021 – Mentre gli italiani affrontano la possibilità di un altro “Natale Covid”, una nuova analisi della Clean Cities Campaign rileva che un minor numero di auto sulla strada potrebbe lanciare un’ancora di salvezza alle economie locali già duramente colpite dalla pandemia. 

I dati raccolti dalla campagna europea per la mobilità sostenibile dimostrano che le politiche urbane che riducono l’uso dell’auto in generale o che mirano specificamente a ridurre l’uso dei veicoli più inquinanti – rispettivamente, le zone a traffico limitato e le zone a basse emissioni (1) – possono aumentare le vendite di Natale. A Madrid, ad esempio, la spesa complessiva è aumentata dell’8,6% nell’area coperta dalla zona a basse emissioni, rispetto al +3,3% della città nel suo complesso durante il periodo natalizio 2018. 

Contrariamente a quanto pensano i negozianti, i clienti che camminano, vanno in bicicletta o utilizzano i mezzi pubblici tendono a spendere di più degli automobilisti. A Berlino, un recente sondaggio ha rilevato che gli acquirenti che hanno utilizzato il trasporto attivo o pubblico hanno contribuito al 91% della spesa settimanale totale (piedi: 61%, trasporto pubblico: 16,5%, bicicletta: 13,5%). 

Claudio Magliulo, coordinatore italiano della campagna Clean Cities, ha commentato: “Le politiche che disincentivano l’uso dell’auto possono essere un toccasana per l’economia locale. Le città in cui si inquina meno e ci si sposta di più a piedi, in bici o con il trasporto pubblico, sono luoghi più vissuti dai cittadini e in cui anche le attività economiche prosperano. Una tripla vittoria per l’aria pulita, il clima e le attività locali”. 

Attualmente in tutta Europa sono attive più di 250 zone a basse emissioni (Low Emission Zones – LEZ). I dati analizzati dalla campagna Clean Cities mostrano che quando tali politiche restrittive sono combinate con forti investimenti nella mobilità attiva e condivisa i risultati sono ancora più positivi. Uno studio fatto su Berna ha mostrato che la conversione dei parcheggi per auto in parcheggi per biciclette ha condotto a un aumento del 13% della spesa al dettaglio per metro quadrato di parcheggio.

“Le zone a basse emissioni si sono dimostrate un formidabile incentivo alla transizione nella mobilità pubblica e privata, specie laddove, come a Londra, sono state accompagnate da incentivi alla rottamazione, sconti per abbonamenti a trasporto pubblico o servizi di sharing e altre misure positive” ha spiegato Claudio Magliulo. 

L’espansione delle zone a basse emissioni non è stata arrestata dalla pandemia, semmai il contrario. A partire dal 1° Gennaio a Bruxelles è prevista l’eliminazione graduale di tutte le auto Euro 4 all’interno della zona a basse emissioni della città (2). Anche Spagna e Francia hanno fissato la fine del 2022 e del 2024 come termine ultimo per tutte le principali città per l’introduzione di zone a basse emissioni (3). 

L’Italia sconta invece un ritardo importante: malgrado l’istituzione, negli anni, di zone a traffico limitato in molti centri città, quasi nessuna di queste impone anche delle limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Città come Milano, dove il servizio Move-In consente la circolazione dei veicoli inquinanti per chi acquista un pass annuale, e Torino, dove la zona a traffico limitato è tuttora sospesa fino al perdurare dello stato di emergenza, possono e devono avere più coraggio. 

L’Italia è tuttora oggetto di più procedure d’infrazione europee per la scarsa qualità dell’aria nelle nostre città. Una recente analisi dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha confermato che nel 2019 in Italia si sono avute quasi 64mila morti premature a causa dei principali inquinanti: biossido di azoto, PM2.5 e ozono. Circa un europeo su sei morto prematuramente per cause legate all’inquinamento dell’aria era italiano. Secondo l’analisi dell’EEA, se in Italia fossero state rispettate le linee guida dell’OMS solo sul PM2.5 si sarebbero salvate 40mila vite. 

 

Chi siamo 

La Clean Cities Campaign è una coalizione europea di ONG, associazioni ambientaliste, think-tank, movimenti di base e organizzazioni della società civile che ha come obiettivo una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030. 

La campagna sostiene la mobilità attiva, condivisa ed elettrica per un futuro urbano più vivibile e sostenibile, inclusa la graduale eliminazione dei veicoli con motore a combustione interna dalle città entro questo decennio.

 

Note: 

  1. Le zone a traffico limitato riducono l’uso dell’auto restringendo la circolazione di tutti i tipi di autoveicoli e dando la priorità alla mobilità ciclistica e pedonale, e al trasporto pubblico. Le zone a basse emissioni escludono gradualmente i veicoli a benzina, diesel e gas, incoraggiando i cittadini a sostituirli con veicoli più puliti o ad utilizzare modalità di spostamento attive e condivise. 
  2. https://lez.brussels/mytax/en/practical?tab=Agenda 
  3. Ministère de la transition écologique. (2021) Projet de loi Climat & Résilience: https://www.ecologie.gouv.fr/projet-loi-climat-resilience-deputes-viennent-finir-lexa men-des-articles-du-titre-iii-se-deplacer-ca

Bollettino ufficiale del governo spagnolo. (2021) Ley 7/2021, de 20 de mayo, de cambio climático y transición energética:

https://www.boe.es/diario_boe/txt.php?id=BOE-A-2021-8447

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