In seguito alla pubblicazione da parte di ISTAT dei dati al 2023 di tutte le città italiane in merito al trasporto pubblico, alla mobilità ciclabile, alla mobilità condivisa, ai punti di ricarica elettrica, stiamo provvedendo all’aggiornamento dei grafici presenti nell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile.
Dopo i dati sul trasporto pubblico, sulla mobilità ciclabile e su quella elettrica abbiamo aggiornato i grafici relativi alla qualità dell’aria (PM10, PM2,5, Biossido di azoto e Ozono) che confrontano la situazione delle 18 città monitorate, con i trend relativi al periodo 2013-2023.
Dal complesso dei dati pubblicati emerge che rispetto ad un prevalente rispetto dei limiti attuali per le medie annuali dei diversi inquinanti, si è ben lontani dal rispettare i nuovi limiti introdotti dalla Direttiva Europea 2024/2881 ed i valori raccomandati da non superare per tutelare la salute umana indicati dalle Linee Guida OMS del 2021.
Quasi tutte le città mostrano una progressiva riduzione dei livelli di PM10:
- Torino: da 48 µg/m³ (2013) a 35 (2023)
- Milano: da 38 a 32
- Napoli: da 46 a 31
- Firenze: da 34 a 30
- Padova: da 36 a 34
Tuttavia, nessuna città nel 2023 è al di sotto del nuovo limite UE o della soglia OMS di 20 µg/m³, il che segnala un problema di fondo persistente.
Città con i valori più alti nel 2023
- Cagliari – 37 µg/m³ (sorprendentemente elevata, al limite attuale)
- Torino – 35
- Padova, Venezia – 34
- Milano – 32
- Palermo, Catania, Napoli – 31
Cagliari spicca negativamente, nonostante una localizzazione eolica favorevole. Potrebbe riflettere criticità locali (traffico, riscaldamento, polveri naturali?).
Città più “virtuose” nel 2023
- Reggio Calabria – 21 µg/m³
- Messina – 21
- Bologna – 23
- Genova, Bari, Prato – 23
Alcune città si avvicinano al nuovo limite europeo (20), ma nessuna raggiunge il target OMS.
Effetti COVID e post-pandemia
- Il 2021 segna un momento di miglioramento per molte città (es. Torino 34, Milano 35), probabilmente a causa della riduzione del traffico.
- 2022-2023: si osserva una lieve risalita o stabilizzazione (es. Torino da 34 a 35, Milano da 35 a 32).
Conclusione
- Tutti i capoluoghi italiani restano oltre i limiti OMS di sicurezza sanitaria per il PM10.
- Sebbene la media annuale sia entro i limiti legali attuali, il nuovo limite europeo di 20 µg/m³ al 2030 impone un ulteriore sforzo per ridurre l’esposizione della popolazione alle polveri fini.
- Le città del Nord e le aree della Pianura Padana restano le più critiche, ma anche alcune città del Centro-Sud (es. Cagliari, Napoli, Palermo) mostrano livelli non trascurabili.
Tendenza in calo nella maggior parte delle città
Dal confronto 2013–2023 emerge una riduzione generale dei valori:
- Milano: da 35 µg/m³ (2013) a 21 µg/m³ (2023)
- Torino: da 29 a 20
- Padova: da 28 a 25
- Roma: da 20 a 13
Tuttavia, nessuna città raggiunge l’obiettivo OMS di 5 µg/m³ e solo alcune si avvicinano al nuovo limite UE di 10 µg/m³.
Città più inquinate nel 2023 (PM2,5)
- Padova – 25 µg/m³ (al limite UE vigente)
- Milano – 21
- Napoli – 20
- Torino, Bergamo, Venezia – 20
Queste città si collocano ben al di sopra del futuro limite UE (10) e dell’attuale guida OMS (5).
Città meno inquinate nel 2023
- Reggio Calabria – 11 µg/m³
- Catania, Messina, Genova – 12
- Roma, Palermo – 13
Anche le città più virtuose superano di oltre il doppio il limite OMS, ma alcune sono vicine al target UE 2030.
Effetto pandemia (2021)
Il 2021 mostra spesso i valori minimi grazie alla riduzione del traffico e delle attività economiche (es. Milano da 29 nel 2019 a 20 nel 2021, Torino da 33 a 23).
Andamento stabile o in lieve risalita dal 2022
- In alcune città si nota una lieve risalita nel 2022, poi stabilità o ulteriore calo nel 2023.
- Firenze: 14 → 14
- Bologna: 16 → 15
- Napoli: 21 → 20
Conclusioni
- La qualità dell’aria è migliorata in generale rispetto al 2013.
- Tuttavia, i livelli di PM2,5 restano troppo alti per garantire la tutela della salute, specialmente nelle città della Pianura Padana.
- Le azioni di riduzione dell’inquinamento dovranno essere più incisive per raggiungere gli obiettivi europei al 2030 e avvicinarsi alle soglie raccomandate dall’OMS.
L’immagine sopra mostra i valori più elevati della concentrazione media annua di biossido di azoto (NO₂) tra il 2013 e il 2023 nelle principali città italiane, misurati in microgrammi per metro cubo. I dati fanno riferimento a tutte le tipologie di centraline fisse (traffico, industriale, fondo) e indicano l’andamento dell’inquinamento da NO₂, un indicatore chiave della qualità dell’aria urbana, fortemente correlato al traffico veicolare.
- Tendenza decrescente complessiva:
Tutte le città mostrano una riduzione significativa dei livelli di NO₂ rispetto al 2013. Ad esempio:- Torino: da 65 µg/m³ (2013) a 44 µg/m³ (2023)
- Milano: da 62 a 44
- Roma: da 67 a 46
- Catania: da 78 a 45
- Valori ancora oltre i limiti normativi:
- Il limite attuale della normativa UE è di 40 µg/m³, ma molte città (come Napoli, Palermo, Roma, Milano, Torino) lo superano ancora nel 2023.
- La nuova Direttiva Europea 2024/2881 prevede un limite di 20 µg/m³ dal 2030.
- Le Linee Guida OMS sono ancora più stringenti: 10 µg/m³ per tutelare la salute. Nessuna città italiana rientra in questo intervallo.
- Città con valori più elevati nel 2023:
- Napoli (53)
- Palermo (52)
- Genova (50)
- Roma (46)
- Catania (45)
- Città più virtuose nel 2023:
- Reggio Calabria (19)
- Prato (21)
- Cagliari (19)
- Messina (28)
- Parma (29)
- Effetto pandemia e ripresa:
- Il 2021 ha registrato in molte città i valori più bassi, probabilmente legati alla riduzione del traffico durante il COVID.
- Dal 2022 si osserva un aumento moderato in diverse città, segno della ripresa delle attività.
Nonostante i miglioramenti complessivi negli ultimi 10 anni, molte città italiane continuano a superare i limiti attuali e futuri previsti per il NO₂, ponendo seri rischi per la salute pubblica. La transizione verso forme di mobilità sostenibile (trasporto pubblico, elettrico, ciclabilità) è fondamentale per rispettare i futuri obiettivi normativi e le raccomandazioni OMS.
Molte città superano ampiamente i limiti attuali e futuri, con valori critici:
Città con più giorni di superamento nel 2023
- Genova – 88 giorni
- Milano, Bergamo – 83 giorni
- Parma – 81
- Padova – 58
- Torino – 49
- Bologna – 49
Tutte ben oltre il limite di 25 giorni (UE attuale) e 18 giorni (dal 2030).
Città con valori moderati
- Roma – 24 giorni (appena sotto soglia UE attuale, ma sopra futura e OMS)
- Firenze – 20
- Napoli – 22
- Catania – 11
Città con valori contenuti
- Bari – 9
- Palermo – 5
- Cagliari – 2
- Messina – 4
- Reggio Calabria, Prato – 0
Queste città rispettano anche la futura normativa UE. Probabile legame con condizioni climatiche e meteo favorevoli (vento, ventilazione, minore densità veicolare).
Tendenze significative
- Alta variabilità interannuale:
- Genova passa da 52 (2019) a 88 (2023)
- Milano da 48 (2019) a 83 (2023)
- Impennata nel 2022–2023:
- Molti picchi si registrano negli ultimi due anni, in corrispondenza di estati calde e soleggiate, condizioni ideali per la formazione dell’ozono.
- Effetto pandemia (2021):
- Si notano minimi storici in città come Napoli (1), Roma (26), Milano (40). La riduzione del traffico e delle emissioni ha inciso.
Conclusioni
- Il superamento della soglia di ozono è diffuso e strutturale nel Nord Italia, in particolare nella Pianura Padana, dove le condizioni atmosferiche e la densità veicolare favoriscono la formazione di ozono.
- Molte città non rispettano nemmeno il limite vigente, e tutte (tranne poche del Sud) sono fuori dai criteri OMS.
- Servono misure strutturali: riduzione del traffico, abbattimento degli NOₓ, riduzione degli idrocarburi volatili e adattamento climatico.