Alla fine del 2023, i capoluoghi dotati di un Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums) sono 76 (+6 rispetto all’anno precedente), tra cui 41 dei 43 con più di 100mila abitanti, tenuti ad adottare questo strumento, e tutti i 14 capoluoghi metropolitani. Tra questi, Roma, Palermo e Messina hanno un Pums comunale; Genova, Venezia, Bologna, Firenze e Catania un Pums della città metropolitana e Torino, Milano, Napoli, Bari, Reggio di Calabria e Cagliari entrambi. In termini di popolazione residente, la quota dei capoluoghi con almeno un Pums adottato o approvato è dell’89,7%, distribuita uniformemente sul territorio (89,6% nel Nord, 94,7% nel Centro, 84,9% nel Mezzogiorno). Tra i Pums vigenti nei Comuni capoluogo, prevalgono largamente quelli circoscritti al solo territorio comunale (64, contro 18 piani intercomunali o di area vasta). Tra i 33 capoluoghi privi del Pums, soltanto 19 hanno il Piano urbano del traffico (Put), strumento dalla portata più limitata ma obbligatorio in tutti i capoluoghi, con un orizzonte temporale di due anni. In tutto, i capoluoghi dotati di Put sono circa due terzi del totale, ma nella maggior parte dei casi (55 su 74) lo strumento vigente può ritenersi obsoleto, essendo stato adottato, approvato o aggiornato prima del 2021.

Nei prossimi giorni saranno aggiornati i dati/grafici dell’Osservatorio sulla base delle informazioni rese disponibili da ISTAT per l’anno 2023.