PUMS e Programma Nazionale trasmesso a Bruxelles
Il 21 luglio 2025, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso alla Commissione Europea il Programma Nazionale di sostegno alla redazione, approvazione e attuazione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS), come richiesto dal Regolamento UE 2024/1679 sulle reti TEN-T.
Obblighi per i “nodi urbani”:
- Entro il 2027, 431 città europee (tra cui Andria, Bari, Foggia, Lecce e Taranto in Puglia, ma non Brindisi) dovranno:
- Avere un PUMS aggiornato e conforme ai requisiti europei.
- Attuarne concretamente le misure, che dovranno essere monitorate tramite indicatori e i dati trasmessi regolarmente a Bruxelles.
- Promuovere una mobilità multimodale, sicura, sostenibile e a basse emissioni, riequilibrando il predominio dell’auto privata.
Novità del Programma:
- Il PUMS non può più restare solo un documento teorico o una lista di progetti: deve essere uno strumento operativo e strategico.
- Ogni Stato membro deve:
- Istituire un punto di contatto nazionale (in Italia è stato creato presso la Direzione generale per il trasporto pubblico locale del MIT).
- Adottare un Programma Nazionale PUMS, ora trasmesso nei tempi previsti.
Criticità in Puglia:
- I cinque capoluoghi pugliesi inclusi (esclusa Brindisi) non sembrano ancora pienamente operativi.
- Il PUMS di Bari è affidato alla Città Metropolitana.
- Il tempo per elaborare, approvare e attuare i PUMS, tra iter amministrativi e valutazioni ambientali (VAS), è molto ristretto.
Conclusione:
L’UE richiede che il PUMS diventi il fulcro della pianificazione urbana della mobilità. L’Italia ha risposto istituendo strumenti nazionali di supporto e trasmettendo il proprio programma, ma molte città, soprattutto in Puglia, rischiano di arrivare in ritardo se non accelerano i processi di aggiornamento e attuazione.