A Bologna cresce rapidamente la diffusione di monopattini, biciclette elettriche e soprattutto fat bike, ma insieme all’utilizzo aumentano i problemi legati alla sicurezza e alla presenza di mezzi modificati per raggiungere velocità superiori ai limiti consentiti.
Secondo i dati riportati dal Corriere di Bologna, il fenomeno è ormai rilevante: nel primo semestre 2026 i ciclisti coinvolti in incidenti sono stati 271, il 31% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 22% in più rispetto al 2024. Nel frattempo il bike sharing continua a crescere: nei primi sei mesi dell’anno le corse hanno superato i 2 milioni, con un incremento del 31% sul 2025.
Particolare preoccupazione riguarda le fat bike, sempre più diffuse anche tra i giovani. Alcuni modelli vengono modificati per superare il limite dei 25 km/h previsto per le biciclette a pedalata assistita, arrivando secondo i rivenditori anche a 50-60 km/h. In questi casi i mezzi possono di fatto assumere caratteristiche più vicine a quelle di ciclomotori, ma circolano spesso senza gli obblighi previsti per questi ultimi.
I rivenditori raccontano di ricevere frequentemente richieste di modifiche per aumentare velocità e potenza, che dichiarano di rifiutare, mentre sul mercato sarebbero disponibili mezzi già alterati o facilmente modificabili. Il fenomeno interessa anche acquisti online e piattaforme estere.
La consigliera comunale Simona Larghetti chiede maggiori controlli e sequestri dei mezzi irregolari, sottolineando anche la necessità di distinguere tra biciclette elettriche conformi e veicoli che, per potenza e prestazioni, non possono essere considerati normali e-bike. L’amministrazione comunale punta inoltre su controlli, informazione ed educazione alla sicurezza stradale, in particolare nei confronti dei più giovani.
Fonte: Corriere di Bologna, 3 settembre 2026.