Servizio Ferroviario Metropolitano

Giugno 2023 – Sbloccati i fondi ministeriali per il Progetto Integrato della Mobilità Bolognese

Sono stati sbloccati dalla Corte dei Conti le risorse che permetterano l’avvio di PIMBO (Progetto Integrato della Mobilità Bolognese), che integrerà il sistema della Nuova Mobilità della città con una serie di interventi finalizzati al completamento delle stazioni del Servizio Ferroviario Metropolitano (Sfm), alla filoviarizzazione delle linee del trasporto pubblico urbano di Bologna e all’interramento della tratta urbana della linea ferroviaria Sfm Bologna – Portomaggiore.

L’importo complessivo di progetto ammonta a 323 milioni di euro: di cui 237 milioni circa di risorse ministeriali, già stanziate nel 2012 e confermate con successive delibere nel 2017 e nel 2020. La restante parte del finanziamento è a carico di Comune, TPER e RFI e Regione Emilia-Romagna.

Gli interventi a carico di RFI sono particolarmente significativi perché consentiranno di realizzare nuove stazioni del Servizio ferroviario metropolitano su Bologna e completare quelle esistenti, a beneficio di tutto il territorio metropolitano.

In particolare è prevista:

A seguito di un adeguamento progettuale, normativo e dei prezzi, RFI ha recentemente comunicato che questi interventi inizialmente stimati in 33,53 milioni, risultano ora pari a 83 milioni:  RFI ha confermato il proprio impegno a reperire le risorse addizionali a cominciare da una prima tranche di 20 milioni, disponibile a valere sul Contratto di Programma vigente.

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aprile 2022  – Firmato l’Accordo triennale tra Regione, Città metropolitana e Comune di Bologna

Il Servizio ferroviario metropolitano di Bologna (Sfm) si avvicina ancora di più alle esigenze dei viaggiatori, pendolari e turisti, e per i prossimi tre anni mette in campo, grazie alle risorse della Regione, una serie di misure previste nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Bologna, approvato nel 2019, per potenziare le linee dove c’è più domanda, aumentare le corse e realizzare infrastrutture utili nel medio-lungo periodo a collegare meglio, attraverso servizi passanti, il capoluogo alla montagna.

L’intesa, valida per tre anni e rinnovabile, tra Regione, Città metropolitana e Comune di Bologna, è stata siglata il 27 aprile 2023, alla presenza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dell’assessore alla Mobilità, Trasporti e Infrastrutture, Andrea Corsini, del sindaco metropolitano e di Bologna, Matteo Lepore e della delegata di Città metropolitana Simona Larghetti.

Saranno intensificate le corse, ovvero i servizi passanti tra Casalecchio-Bologna-Pianoro a partire da giugno 2024, con una frequenza di 1 corsa ogni 15 minuti; da dicembre 2024 saranno potenziati i servizi della Modena-Bologna con 2 corse all’ora, con fermate ogni ora a Samoggia e Anzola, e 3 corse all’ora per Castelfranco.

Da giugno 2023 saranno istituiti nei weekend servizi notturni con autobus sostitutivo, che da dicembre 2024 diventeranno servizi ferroviari su quattro linee (Bologna-Porretta, Bologna-San Benedetto, Bologna-Vignola e Bologna-Poggio Rusco).

Entro la fine del 2025 si concluderanno i lavori per l’interramento della Bologna-Portomaggiore.

L’impegno di risorse da parte della Regione, per l’attuazione di questi servizi ammonta a circa 12 milioni di euro l’anno, più l’acquisizione di tre nuovi treni elettrici: uno per la linea Porretta-Pianoro e due per la Modena-Bologna per un impegno di circa 19,5 milioni di euro.

L’accordo prevede altri interventi infrastrutturali: raddoppio fino a Sasso Marconi della linea Porretta Terme-Bologna; la realizzazione della fermata di Toscanella di Dozza in seguito al quadruplicamento della Bologna-Castel Bolognese; il raddoppio fino a Via Lunga della linea Casalecchio-Vignola; il potenziamento tecnologico della Ferrara-Bologna (per consentire il prolungamento delle corse ogni ora della linea Bologna-Imola a San Pietro in Casale). Questi interventi consentiranno l’attuazione dei servizi passanti previsti dal PUMS, cioè senza cambio treno al passaggio nella stazione del capoluogo, e interesseranno i percorsi Porretta Terme-Bologna-Prato, Vignola-Bologna-Portomaggiore e Ferrara-Bologna-Imola.

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Sistema tranviario

https://www.untramperbologna.it

Linea 1 Rossa

Terminal Emilio Lepido–Terminal Fiera–Facoltà di Agraria/CAAB – 16,5 km per 30 fermate. È prevista una corsa ogni 4/5 minuti. Stimati da 80 a 110.000 passeggeri per giorno feriale. Si stima che attragga 15mila nuovi passeggeri del trasporto privato (meno 3,5%)

E’ stata finanziata con 510 milioni di euro con i fondi MIMS, Nel tratto centrale di attraversamento del centro storico (2 km) sarà senza linea aerea. I numeri della linea rossa

I cantieri sono partiti a fine aprile 2023 dal capolinea Emilio Lepido di Borgo Panigale e da quello del capolinea Fiera Michelino (due cantieri che non interferiranno con la viabilità) e nei mesi successivi anche nel primo tratto in linea in via Saffi, zona Ospedale Maggiore. Il video con il progetto di cantierizzazione

Il percorso della linea rossa è suddiviso in 7 macrocantieri:

A loro volta i macrocantieri sono suddivisi in sotto cantieri (con un fronte dai 350 ai 550 metri) che saranno realizzati per fasi allo scopo di mantenere aperta la viabilità ed avere delle cantierizzazioni permeabili e flessibili.

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Il 15 febbraio 2023 sono stati presentati il progetto e il piano di cantierizzazione della Linea rossa del tram di Bologna.

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luglio 2022 è stato sottoscritto formalmente il contratto. Il progetto esecutivo doveva essere consegnato al Comune per l’approvazione entro il 6 dicembre 2022.

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maggio 2022 è stato aggiudicato l’appalto congiunto della progettazione esecutiva e della esecuzione dei lavori per la realizzazione, per un importo di 320.518.000 euro.

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Linea 2 Verde

Corticella–Castel Maggiore7,4 km di cui 5,9 km su nuovo percorso e 1,5 km in sovrapposizione alla Linea Rossa e avrà un totale di 18 fermate (di cui 4 in comune con la Linea Rossa). Stimati da 32mila passeggeri per giorno feriale.

E’ stato predisposto il progetto di fattibilità tecnica ed economica, ipotizzando alcune alternative di percorsi. Dal 9 maggio al 15 giugno 2022 sono stati aperti vari punti informativi sul progetto e si sono svolti incontri con la popolazione.

Il MIMS a novembre 2021 nell’ambito del riparto dei fondi PNRR per il trasporto rapido di massa ha assegnato per questo progetto un finanziamento di 222 milioni di euro.

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Linea 3 Blu

Casalecchio–San Lazzaro

A maggio 2022 è’ stato affidato provvisoriamente il servizio di progettazione del tratto sud-ovest della linea sulla direttrice Bologna-Stadio Dall’Ara-Casalecchio di Reno.

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Metrobus

Della prevista rete di 7 linee Metrobus, caratterizzata dall’esercizio con autobus elettrici snodati da 18 metri con una frequenza di almeno 10 minuti nelle ore di punta, con corsie riservate e sistemi semaforici a priorità per diminuire i tempi di percorrenza attuali e garantire puntualità ed affidabilità, oltre ad un alto livello di comfort.

Sulle linee Metrobus è previsto di svolgere servizi AV (Alta velocità) e AC (Alta capacità).

Per le prime due linee è stato redatto il progetto di fattibilità tecnico-economica sono:

E’ in corso di progettazione la linea Metrobus lungo la direttrice Galliera da Bologna Corticella a Pieve di Cento.

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Centri di mobilità

La Città metropolitana di Bologna ha attivato una collaborazione, siglata ad Aprile 2020 con specifico Protocollo di Intesa con RFI per la redazione delle Linee di Indirizzo per la progettazione dei Centri di Mobilità e la loro applicazione ai primi progetti pilota.

Le linee di indirizzo sono state approvate con Atto del Sindaco a Febbraio del 2021 e il 23/02/2021 sono state presentate al pubblico con un evento dedicato. Il documento contiene un abaco sinottico di sintesi progettuale che definisce per ogni Centro di Mobilità il livelli di intervento per ciascuna componente (piedi, bici, tpl, auto,…).

La Città metropolitana sta quindi portando avanti i progetti di fattibilità tecnico-economica dei seguenti Centri di Mobilità:

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Decarbonizzazione del trasporto pubblico locale

Il 3 dicembre 2022 è stato firmato l’accordo tra Comune, Tper ed Srm per rinnovare il parco veicoli del servizio di trasporto pubblico locale con mezzi ad emissioni zero, una delle azioni di rinnovo del parco mezzi circolante e delle infrastrutture essenziali che rientra nel piano della Missione Bologna città climaticamente neutrale entro il 2030.

L’accordo prevede l’acquisto di 127 autobus alimentati a idrogeno entro il 30 giugno 2026, di cui almeno 34 entro fine 2024, e la realizzazione delle relative infrastrutture di supporto per un investimento di oltre 90 milioni di euro di fondi PNRR ottenuti dal Comune di Bologna.

Tper gestirà le procedure per l’acquisto dei veicoli e provvederà ai lavori per le stazioni di ricarica di idrogeno presso i propri depositi cittadini. Oltre ad essere il soggetto attuatore degli interventi nella fase operativa che ora ha inizio con la sottoscrizione della convenzione, l’Azienda di trasporti ha avuto un ruolo progettuale nel piano di lavoro intrapreso con le Istituzioni per portare a Bologna i benefici della nuova tecnologia a emissioni zero, sulla base delle proprie competenze industriali e territoriali e della pianificazione armonica di rinnovo del parco veicolare pubblico urbano. I nuovi mezzi a idrogeno, infatti, andranno a sostituire prioritariamente autobus alimentati a gasolio di classe Euro II e III, quindi successivamente bus a gasolio e metano di classe Euro IV, V ed Euro V EEV.

Srm, proprietaria delle reti essenziali per il trasporto pubblico, avrà il compito di vigilare sul rispetto delle scadenze, in particolare sulle infrastrutture, ed effettuerà periodicamente dei controlli sullo stato di avanzamento degli interventi.

Questo investimento di 90 milioni completa gli indirizzi della Giunta che in primavera aveva deliberato su altri due finanziamenti, oltre a questo, destinati al rinnovo parco bus: 11,66 milioni per l’acquisto di 17 mezzi (fondi PSNMS “alto inquinamento”) e 20,23 milioni per altri 24 mezzi (fondo PON-REACT EU).

I 127 bus a idrogeno che prenderanno servizio nei prossimi quattro anni andranno quindi ad aggiungersi agli altri mezzi a emissioni zero previsti e a quelli già in funzione in città – tra cui filobus ed e-bus – e rappresenteranno un tassello fondamentale nel percorso di decarbonizzazione urbana che punta alla neutralità climatica entro il 2030 di Bologna, inserita tra le 100 città europee a impatto climatico zero nell’ambito della missione Horizon Europe della Commissione Europea.

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Il Comune di Bologna ha ottenuto, a dicembre 2021, l’assegnazione di 90 mln € di fondi del PNRR che consentiranno l’acquisto di 127 bus a idrogeno, con relative stazioni ricarica.

I primi 34 mezzi arriveranno entro dicembre 2024 e gli altri entro giugno 2026. Bus che saranno dedicati anche alle linee suburbane di collegamento tra capoluogo e Comuni limitrofi.

La flotta dei mezzi a impatto zero arriverà così a 297 unità per un investimento complessivo di 225,51 milioni di euro. Questo il dettaglio:

89 mezzi PIMBO: 70 filobus full electric e 19 mezzi elettrici a batteria (fondi per filoviarizzazione delle linee portanti del trasporto pubblico urbano di Bologna: 74,55 milioni di euro)

168 autobus zero emissioni e infrastrutture di ricarica:

– 17 mezzi (fondi PSNMS “alto inquinamento”: 11,66 milioni)

– 24 mezzi (fondi REACT EU: 20,23 milioni)

– 127 mezzi (fondi PNRR: 90,16 milioni)

40 mezzi a zero emissioni e infrastrutture di ricarica con altri fondi che interessano il bacino bolognese
– 12 mezzi (fondi PSNMS RER: 4,93 milioni)

– 28 mezzi (fondi PSNMS città sopra i 100mila abitanti: 23,98 milioni)

A febbraio 2022 il Comune di Bologna ha presentato la richiesta per ulteriori 91,3 milioni per la fornitura di 58 ad idrogeno ed elettrici e relative infrastrutture.

Con questi ulteriori mezzi la flotta a impatto zero del Trasporto pubblico a Bologna raggiungerebbe le 355 unità per il raggiungimento della decarbonizzazione entro il 2030.

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Elettrificazione del taxi

A Bologna sono in servizio oltre 722 taxi. 7 su 10 sono già elettrificati: il 60% ibridi e il 10% elettrici. Una conversione agevolata dalle aste comunali per le nuove licenze, destinate solo ai veicoli elettrici, che hanno prodotto risorse poi spese per gli incentivi ai taxi green.

La somma complessiva messa a disposizione dall’Amministrazione comunale per l’acquisto di taxi elettrici o ibridi nel biennio 2021-2022 è di 700 mila euro.

I contributi previsti dai bandi comunali erano di 8mila euro per la scelta elettrica, 5mila per i tassisti che hanno acquistato la propulsione ibrida. In totale sono stati finanziate le domande di 130 beneficiari.