Il nuovo rapporto Mind the Gap – Da dove partire per colmare il divario nell’offerta di trasporto pubblico in Italia, pubblicato da Clean Cities Campaign, mostra con chiarezza un quadro: le città italiane offrono un servizio di trasporto pubblico locale (TPL) molto al di sotto degli standard europei, con effetti diretti su mobilità, qualità dell’aria e accesso ai servizi.
1. Un TPL insufficiente: l’Italia viaggia a velocità dimezzata rispetto all’Europa
Secondo il rapporto, le città europee — da Madrid a Varsavia — dispongono del doppio dell’offerta in posti-km pro capite e di cinque volte la rete di trasporto rapido di massa rispetto alle città italiane .
Nel confronto internazionale, Milano risulta l’unica città vicina alla media UE, mentre i grandi centri del Centro-Sud — Napoli, Palermo, Catania, Bari, Reggio Calabria — mostrano scarti drammatici: per ogni utente del TPL al Sud, ce ne sono otto nelle metropoli europee meglio servite.
2. Meccanismo perverso: meno offerta = meno utilizzo
La correlazione tra offerta e domanda è chiarissima: dove il servizio è scarso, la popolazione dipende dall’auto privata.
Il tasso di utilizzo del TPL nelle città italiane del Centro-Sud è in media solo 70 passeggeri pro capite, contro una mediana europea di 410 .
3. Impatti sociali: mobilità ridotta, opportunità limitate
Come conferma il rapporto, la scarsa qualità dell’offerta genera forced car ownership, costringendo molte persone a usare l’auto per necessità.
Un dato dell’Osservatorio Stili di Mobilità citato nel rapporto è particolarmente significativo: tre italiani su dieci hanno rinunciato negli ultimi anni a un’attività essenziale (lavoro, studio, visite mediche) a causa di difficoltà nei trasporti.
4. Un settore sottofinanziato da vent’anni
Il Fondo Nazionale Trasporti, in termini reali, ha perso oltre un terzo del valore dal 2009.
Negli ultimi dieci anni, il finanziamento statale è rimasto quasi fermo, mentre l’inflazione trasporti è cresciuta del 25%.
Il risultato:
- tagli alle corse in superficie (–15% bus, –19% tram a Milano dal 2016 al 2024)
- aumenti tariffari
- investimenti infrastrutturali insufficienti (solo 270 km di metro in tutto il Paese, contro i 657 della Germania).
5. Perché serve un cambio di passo nazionale
Il rapporto propone tre misure strutturali:
- Incrementare il Fondo Nazionale Trasporti di almeno 3 miliardi/anno, riportandolo ai livelli reali del 2009.
- Rilanciare gli investimenti nel trasporto rapido di massa (tram, metro, filovie), con un fabbisogno stimato oltre 10 miliardi di euro.
- Accelerare l’elettrificazione delle flotte di autobus, oggi una delle leve più efficaci per modernizzare il servizio e ridurre le emissioni.
Conclusione
MIND THE GAP mostra un divario che non è solo tecnico, ma sociale: senza un TPL più forte, capillare e affidabile, le città italiane resteranno prigioniere del traffico, con ripercussioni su salute, ambiente e accessibilità.
L’Osservatorio seguirà gli sviluppi e monitorerà il recepimento di queste raccomandazioni nei PUMS, nelle ZTL e nelle politiche urbane.