IEdoardo Cosenza, ingegnere e assessore comunale alle Infrastrutture, ha diffuso sui social un video dello stato dei lavori del nuovo terminal che porterà la Linea 1 della metropolitana nell’aeroporto di Capodichino.

Un progetto firmato dagli Rogers Stirk Harbour e Smith barracco che è entrato nella fase cruciale.

«La conclusione dei lavori della stazione è prevista per il 2024 poi per l’apertura della nuova tratta della linea puntiamo a fine 2025 o al primo semestre del 2026 » spiega l’assessore comunale che la scorsa settimana con il sindaco Gaetano Manfredi ha visitato il cantiere per l’inizio del montaggio della copertura. Lo studio Rogers è lo stesso che realizzò il Centro Pompidou a Parigi.

«Quello di Capodichino è un progetto spettacolare ma allo stesso tempo molto semplice e anche molto tecnologico» aggiunge Cosenza. La nuova stazione collegherà l’aeroporto al trasporto delle linee della metropolitana e a quello ferroviario.  Nel cantiere di Capodichino si sta procedendo a sistemare la copertura della stazione, montata prima a terra e poi sollevata da una gru. Operazione che sarà completata tra fine novembre e dicembre.

«La progettazione è dello studio Rogers, scomparso nel 2021. Rogers è il progettista del Centro Pompidou a Parigi insieme all’allora giovane Renzo Piano – ricorda Cosenza si tratta di una architettura dove la tecnologia è sempre in vista. Fra i telai in cemento armato che si vedono saranno sistemati gli ascensori. Le quattro scale avvolte a elica sono già montate e visibili, in giallo».

Quindi da un cantiere a pochi metri di distanza sarà calata giù la “ talpa” che verrà utilizzata per realizzare il tunnel che collegherà Capodichino con la stazione Di Vittorio, passando sotto la pista dell’aeroporto.
«Contiamo di poter annunciare l’apertura del collegamento dell’aeroporto verso il Centro direzionale entro il primo semestre 2026» ribadisce l’assessore. comunale.

fonte: Repubblica Napoli


La stazione è realizzata da Webuild per conto del Comune di Napoli, su progetto dello studio RSHP di Londra, e sarà gestita dalla ANM Azienda Napoletana Mobilità. Per la sua realizzazione, i progettisti si sono ispirati al Pozzo di San Patrizio, lo scavo profondo 54 metri costruito a Orvieto, in Italia, nel XVI secolo. E a guardarla dal fondo, l’impressione è di trovarsi nel mezzo di un’elica che corre verso il cielo, con le scale che si muovono sinuose verso l’alto, proprio come a Orvieto.

La stazione ha infatti una pianta a forma di omega che raggiunge circa 50 metri di profondità, con un atrio a vista in corrispondenza del piano stradale. La parte circolare dell’omega, del diametro interno di circa 33 metri, è un unico spazio aperto con otto ascensori centrali e quattro scale elicoidali che risalgono lungo le pareti verso la superficie. La struttura è sovrastata da una copertura ad hangar, che raggiunge i 10 metri di altezza rispetto al piano stradale ed è realizzata in acciaio, vetro e calcestruzzo. Il piano di sbarco degli ascensori è collegato da tre by-pass alle due gallerie di stazione, ciascuna lunga 110 metri e di 8,9 metri di diametro.

Una volta completata, la stazione renderà Napoli una delle prime città al mondo a godere di uncollegamento diretto metropolitano tra il porto, l’aeroporto e la rete ferroviaria, inclusa l’alta velocità, con notevoli benefici per i tempi di percorrenza e i livelli di traffico.

Durante tutta la fase di scavo, è stata posta particolare attenzione al tema della sostenibilità ambientale. Grazie ad un apposito piano di utilizzo delle terre sviluppato e gestito interamente dalla commessa, oltre 250.000 metri cubi di terre sono stati trasportati e riutilizzati nel distretto della città metropolitana di Napoli, in ex cave di tufo a cielo aperto, per riqualificare urbanisticamente e paesaggisticamente il territorio. Un piano di utilizzo che è risultato di grande valore sotto il profilo della sostenibilità ambientale, utilizzato come best practice di riferimento per l’intera Regione Campania, autorità competente per la sua attuazione.

fonte: Webuild