Cambia la geografia dei cantieri del tram a Napoli: mentre in centro si allungano i lavori lungo la Riviera di Chiaia, a Poggioreale avanza il prolungamento dei binari di via Stadera fino al deposito Anm di via Nazionale delle Puglie.

L’intervento, strategico per il potenziamento del servizio, consentirà di raddoppiare i punti di ricovero dei convogli e ridurre le interruzioni legate alla manutenzione.

A Chiaia la corsia preferenziale della Riviera è stata chiusa alla circolazione, con deviazioni dei bus Anm (140, 151, R7 e N1) su viale Dohrn, dove è stata attivata una nuova fermata. La linea 112 è sospesa e sostituita dalla 612 fino a piazza Sannazaro.

La chiusura resterà in vigore fino al 13 gennaio 2026, mentre sabato e domenica viale Dohrn sarà interdetto al traffico dalle 8 alle 12 per la manifestazione sportiva Tri Gold Caracciolo.

Proseguono intanto anche i lavori su via Giordano Bruno per il rifacimento dei binari e del tappeto antivibrazione, e si prepara la ripresa del cantiere di via Acton, in vista dell’estensione della linea da via Colombo a piazza Vittoria entro l’inizio del 2026.

L’assessore comunale alle Infrastrutture e alla Mobilità Edoardo Cosenza conferma che entro giugno 2026 il “tram del mare” collegherà San Giovanni a Teduccio a piazza Sannazaro, con tempi vincolati dai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Entro fine anno arriverà in città anche il primo dei venti nuovi tram costruiti in Turchia, mentre il prolungamento fino al deposito di Poggioreale consentirà di avere due rimesse operative in aree diverse della città, migliorando l’affidabilità del servizio.

Con il completamento dei lavori, previsto tra fine 2026 e inizio 2027, Napoli disporrà di un collegamento tranviario rinnovato e continuo tra centro e periferie, con punti di interscambio con i parcheggi e le linee metropolitane Anm, in particolare con la futura stazione della Linea 1 all’emiciclo di Poggioreale, dove è da poco terminato l’attacco tra la galleria e la nuova stazione scavata in falda.

fonte: Repubblica