L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale chiederà ad Arpac l’installazione di due centraline fisse all’interno del porto di Napoli, con l’obiettivo di garantire un monitoraggio continuo, sistematico e per tutto l’anno della qualità dell’aria. Lo annuncia il presidente dell’Autorità portuale Eliseo Cuccaro, sottolineando la necessità di distinguere meglio il contributo alle emissioni prodotto dalle navi da quello legato al traffico di auto e camion nell’area portuale e nelle zone circostanti.

Finora Arpac ha effettuato campagne periodiche con laboratori mobili in diverse aree dello scalo. Nei monitoraggi svolti tra il 2023 e il 2026 sono stati misurati, tra gli altri, polveri sottili e ultrasottili, acido solfidrico, biossido di zolfo e ossidi di azoto. L’articolo segnala, ad esempio, una media di 48,2 µg/m³ per gli ossidi di azoto nel periodo 2023-2025 e valori delle polveri ultrasottili inferiori al limite di legge indicato.

Parallelamente prosegue il progetto di elettrificazione delle banchine (cold ironing), che permetterebbe alle navi ormeggiate di spegnere i motori e alimentare i servizi di bordo dalla rete elettrica. È in corso la posa dei cavi alle banchine destinate alle navi da crociera, mentre resta da realizzare la cabina primaria, per la quale è stata individuata un’area vicino all’Immacolatella. L’Autorità portuale ha inoltre avviato un confronto con la Soprintendenza.

Dal movimento Rigenera arriva infine la richiesta di un monitoraggio più puntuale e di introdurre nei bandi per i servizi di trasporto marittimo obblighi per l’abbattimento delle emissioni delle navi e degli aliscafi.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno, 26 agosto 2026.