L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE) lancia l’allarme: nei primi quattro mesi del 2025 Padova ha già superato i limiti annuali di legge per le polveri sottili PM10 e ultrafini PM2,5, rendendo l’aria “fuorilegge” e la situazione da codice rosso sanitario.

Dati critici rilevati:

  • PM10 (centralina Arcella): media giornaliera 37 µg/m³, con picchi fino a 142 e 27 giorni oltre soglia.
  • PM2,5 (centralina Mandria): media 27 µg/m³, picco 116, con 81 giorni oltre i limiti OMS, di cui 55 oltre la soglia intermedia UE.

ISDE chiede di superare i vecchi limiti europei, ormai troppo tolleranti, e di adottare quelli più severi previsti dalla nuova direttiva UE e dall’OMS. L’inquinamento è direttamente correlato a morti premature, malattie cardiovascolari e respiratorie.

Critiche e richieste di ISDE:

  • Le emissioni reali dell’inceneritore sarebbero sottostimate: da 207.000 tonnellate CO₂ nel 2023 a 292.000 con la nuova linea.
  • Emissioni da traffico in aumento, a testimonianza di politiche ambientali insufficienti.
  • Serve una svolta netta: più trasporto pubblico, Zone 30 efficaci, stop ai combustibili fossili per il riscaldamento, più alberi e aree verdi, e una seria revisione del ruolo dell’inceneritore.

Dal Comune, gli assessori Gallani e Ragona confermano l’impegno verso la neutralità climatica al 2030, ma ISDE avverte: i dati sulla qualità dell’aria dimostrano che non è abbastanza, e serve un cambio di passo immediato.

fonte: Padova today