Da metà settembre una navetta da otto posti a guida autonoma girerà attorno al Campus Einaudi e raccoglierà passeggeri tra corso Tortona, corso Regina Margherita e Lungo Dora Siena. Cinque le fermate previste. Gli orari di passaggio andranno dalle 11 alle 16,30, dal lunedì al venerdì. Le corse saranno su prenotazione e gratuite. È una sperimentazione finanziata dal fondo complementare Pnrr. Non è la prima volta che Torino sperimenta mezzi senza conducente su strada. Era già successo nel 2022, ma il progetto si era chiuso per motivi tecnici. Quest’anno si ritenta con la navetta di Ohmio Lift, già scesa in strada, nella zona degli ospedali Sant’Anna, Molinette e Cto, alcuni mesi fa. E ora eccola nella zona dell’università, con passeggeri a bordo già dall’autunno.

A dare l’annuncio ieri durante il Consiglio comunale è stata l’assessore alla Mobilità Chiara Foglietta. «Gtt – ha raccontato l’esponente della giunta Lo Russo – ci ha detto che il 28, 29 e 30 luglio verranno realizzati dei lavori tecnici sul mezzo e giovedì 31 ci sarà l’avvio dei test». L’assessora non ha dato maggiori dettagli sulle modalità per le prenotazioni. Di certo in città si lavora affinché questi veicoli diventino di uso quotidiano e che si possano estendere i passaggia tutta la città.

«Vogliamo porci – spiega Foglietta – come riferimento nazionale ed europeo sul tema del trasporto pubblico a guida autonoma». Negli Stati Uniti, i robotaxi senza conducente sono già una realtà. Waymo, società fondata nel 2009 come progetto interno di Google, opera soprattutto in città come Phoenix, San Francisco, Los Angeles e Austin. Sulle strade americane se ne contano poco meno di un migliaio e stanno diventando un’alternativa ai taxi guidati dall’uomo.

Il periodo di sperimentazione servirà proprio a raccogliere dati. Sulle navette Gtt, in questa prima fase senza passeggeri, a bordo si potrà vedere un uomo solo a bordo: si tratta di un tecnico che dovrà garantire la supervisione e la sicurezza. La fase due in autunno sancirà un ulteriore passo avanti. Certo quelli percorsi ora sono piccoli tragitti ma si inizia così. Ed ecco che un piccolo tragitto per un bus diventa un grande salto in avanti per la mobilità cittadina di domani.

Fonte: Repubblica