Cantieri, locali, musica e traffico stradale: secondo una ricerca dell’Istituto per la Salute Globale di Barcellona (ISGlobal), il 60,2 per cento dei torinesi è esposto a livelli di rumore potenzialmente dannosi per la salute. Un brusio costante che, nel lungo periodo, può causare seri problemi, soprattutto a livello cardiovascolare e psicologico.
Le aree più colpite coincidono con le zone della movida, come San Salvario, Vanchiglia e Borgo Rossini. Tuttavia, anche le grandi arterie stradali cittadine (in particolare quelle che incrociano anche i luoghi del divertimento) non vanno sottovalutate: nell’ultima mappatura acustica di Torino, realizzata dalla Città Metropolitana, corso Regina Margherita, corso Vittorio Emanuele, via Nizza, corso San Maurizio, corso Unità d’Italia e l’intera tangenziale risultano tra le aree più critiche. In queste zone, evidenziate in colore scuro sulla mappa, si superano infatti i 53 decibel fissati come soglia limite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Solo nel 2024, Arpa Piemonte ha ricevuto 320 segnalazioni da parte dei cittadini per disturbo da rumore. Circa la metà di queste provengono dalla provincia di Torino e, nella maggior parte dei casi, riguardano attività commerciali, produttive o traffico stradale.
Dati ancora più precisi sono disponibili sull’app di Arpa, Openoise, che consente ai torinesi di registrare, tramite il proprio smartphone, i livelli di «frastuono» percepiti nell’ambiente circostante. Ed è così che emergono segnalazioni come i 64 decibel (dBA) rilevati il 3 marzo scorso in corso Palermo, causati dal traffico stradale; gli 85 decibel registrati in via Po ad aprile dello scorso anno, durante il passaggio di un tram; o ancora gli 85 decibel misurati in largo Saluzzo il 6 giugno, dovuti al vociare delle persone e al transito delle auto.
Fonte: Corriere.it