Ritardi sino a due anni nel peggiore dei casi, lavori bloccati o a singhiozzo, crisi salariale e prospettive di esuberi. Un altro dei fascicoli assai delicati ereditati dall’attuale amministrazione del Comune di Genova — e che non era mai emerso prima — riguarda i cantieri per l’espansione della metropolitana cittadina, che sono oggetto di innumerevoli problematiche ovunque siano stati aperti. A essere in difficoltà è l’azienda Manelli Impresa spa, già oggetto di alcuni richiami da parte della Civica amministrazione per inadempienze. Particolarmente colpito il cantiere della nuova fermata della metro in piazza Corvetto, ma non è migliore la situazione né sulla futura tratta da Brin verso via Canepari né su quella da Brignole verso piazza Martinez.
A confermare le criticità è Massimo Ferrante, assessore comunale ai Lavori Pubblici della GiuntaSalis: « Anche in questo caso, appena ci siamo insediati, ci siamo resi conto che una cosa era la narrazione e un’altra cosa, ben differente, era la realtà. Per quanto riguarda le nuove tratte della metropolitana di Genova, siamo in forte ritardo su tutti i cantieri e l’azienda che si sta occupando delle lavorazioni non sta rispettando gli accordi contrattuali che erano stati sanciti » . Ritardi di che tipo? «Li abbiamo quantificati — ribadisce l’assessore Ferrante — A Corvetto siamo al 20% della realizzazione, a Brin siamo al 50%, a Martinez siamo al 10%. Alcune lavorazioni dovevano essere concluse un anno fa, altre addirittura due anni fa. Lo scorso maggio è stato fatto un richiamo alla ditta, ora si sta valutando se farne un altro. Ci muoviamo nel rispetto della legge e di quanto ci è consentito fare. Non ci mettiamo di certo ad alzare la voce,come facevano quelli di prima, ma è chiaro che un problema c’è».
Lo dicono anche gli ambienti sindacali: ci sono difficoltà nel pagamento degli stipendi e sono sempre più concrete le prospettive di esuberi. «Siamo al corrente anche di questo — prosegue Ferrante — e di conseguenza abbiamo organizzato un incontro in Comune con i rappresentanti dell’azienda e con i sindacati, perché siamo fortemente preoccupati. Vogliamo arrivare a definire bene i ritardi e crediamo sia giusto riscrivere i cronoprogrammi dei rispettivi cantieri. Stiamo valutando attentamente tutto il dossier».
È un’altra tegola sul trasporto pubblico, dopo la situazione non certo rosea che sta passando Amt. Martedì il Cda dell’azienda che si occupa di trasporto pubblico a Genova ha dato mandato a consulenti esterni per superare la crisi che sta attraversando. Lo ha riferito lo stesso Consiglio di amministrazione, riunitosi per esaminare la comunicazione del Collegio Sindacale in cui metteva in guardia sui conti della società. «Nell’ambito della riunione — recita una nota — è stato approfondito e chiarito ( anche alla presenza del Collegio Sindacale che ha come sempre partecipato all’adunanza del Consiglio) il contenuto di tale comunicazione, con la quale il Collegio ha sottolineato la rilevanza di talune tematiche che erano già state oggetto di discussione nelle precedenti riunioni del Consiglio di amministrazione e ha invitato il Cda a sviluppare idonee iniziative volte a superare quanto evidenziato ». Secondo Amt, «il Cda ha quindi confermato il proprio impegno a consolidare le misure programmatiche più opportune da sottoporre a un’assemblea dei soci di prossima convocazione, dando mandato a consulenti specializzati di supportare l’azienda».
fonte: Repubblica