L’assessore alla mobilità e alla tramvia Andrea Giorgio ha illustrato nel dettaglio la strategia del Comune per affrontare i prossimi mesi, che saranno particolarmente complessi per la viabilità cittadina. Ha spiegato che tutti i cantieri lungo il tracciato della tranvia per Bagno a Ripoli saranno aperti e attivi: una scelta inevitabile, ma portata avanti con gradualità per non gravare troppo sulla città. In alcuni casi, ha sottolineato, i lavori sono stati persino anticipati rispetto al cronoprogramma, così da distribuire meglio gli interventi e mantenere alta l’operatività.
Il vero obiettivo resta quello di rispettare i tempi dettati dal PNRR: la conclusione dell’intera linea entro la fine del 2026. Un traguardo che Giorgio definisce una sfida difficilissima, ma non impossibile. Finora, ha assicurato, il cronoprogramma è stato rispettato grazie a un lavoro enorme di pianificazione fatto prima dell’avvio dei cantieri e alla collaborazione quotidiana tra la direzione tramvia, l’ufficio mobilità e le ditte incaricate.
Consapevole che l’autunno porterà con sé l’aumento del traffico con il ritorno dalle ferie, l’assessore non nasconde che i disagi saranno inevitabili. Tuttavia, ricorda come siano stati studiati nei minimi dettagli i flussi di traffico e predisposte misure precise per ridurre i problemi: più pattuglie della polizia municipale lungo i viali interessati, un uso massiccio delle tecnologie e controlli serrati contro comportamenti che possono paralizzare la circolazione, come la doppia fila o la sosta selvaggia. “Basta un’auto lasciata male per bloccare interi viali”, osserva, lanciando un appello ai cittadini a evitare atteggiamenti scorretti.
Oltre alla gestione del traffico, Giorgio insiste sui benefici a lungo termine dell’opera. La tramvia, spiega, sarà un’alternativa reale e affidabile all’auto privata: un mezzo puntuale, con corse ogni 5-6 minuti in sede propria, capace di sottrarre al traffico migliaia di spostamenti quotidiani. Laddove è già attiva, ha convinto molti fiorentini a lasciare la macchina e i numeri dei passeggeri lo dimostrano.
Ci sono poi gli effetti sociali e ambientali, che per l’assessore rappresentano la vera forza del progetto. La tramvia, unendo quartieri diversi, abbatte la barriera tra centro e periferie, riqualificando zone che finora hanno vissuto una condizione marginale. È già accaduto a Novoli e succederà a Gavinana o alle Piagge. Dal punto di vista ambientale, si stima un taglio di oltre 34.600 tonnellate di CO₂ ogni anno e, alla fine dei lavori, Firenze potrà contare su cento alberi in più per ogni chilometro di linea.
Per Giorgio, dunque, non si tratta solo di un’opera infrastrutturale, ma di una trasformazione profonda della città: «Una tramvia che renderà Firenze più vivibile, più sostenibile e, soprattutto, più democratica».
fonte: Repubblica