Oltre 8.000 m² di asfalto rimosso, 800mila nuovi alberi e 40 milioni di euro dal PNRR per una Roma più verde e con mobilità sostenibile entro il 2026.

Roma sta portando avanti un ampio programma di depavimentazione e riforestazione urbana, con effetti diretti anche sulla mobilità cittadina.

  • Via Ipponio (VII Municipio): la strada, chiusa per anni a causa del cantiere della metro C, non tornerà al traffico automobilistico ma diventerà un parco pubblico. Una scelta che nasce da una richiesta dei residenti e che l’assessorato alla Mobilità ha inserito nel progetto dei “100 parchi”. Qui 900 m² saranno pavimentati con materiali drenanti e 1.320 m² diventeranno prato con 35 nuovi alberi. È un esempio di trasformazione permanente dello spazio stradale in area verde, che riduce sosta e transito veicolare.
  • Piazzale Clodio e viale Mazzini: in corso un intervento di depavimentazione di oltre 1.700 m² che consentirà la creazione di un corridoio verde ciclopedonale, collegando la Riserva di Monte Mario con il Tevere. Si tratta di un asse importante che integra mobilità lenta e spazi verdi.
  • Parco archeologico del Celio: rimossi 4.000 m² di asfalto, di cui 2.800 lungo il viale del tram. Una volta completati i lavori, i convogli circoleranno su binari immersi nel verde, migliorando sia il paesaggio urbano sia il comfort ambientale del trasporto pubblico.
  • Altri interventi diffusi: giardini e parchi del Pigneto, Centocelle e Nomentana vedranno la rimozione di superfici asfaltate e la restituzione di aree a verde, anche in spazi prima occupati da demolitori e parcheggi.

Parallelamente, il Comune porta avanti il piano di forestazione urbana finanziato con il PNRR:

  • 65 nuovi boschi metropolitani (33 solo a Roma), con 800mila alberi piantati su 628 ettari, soprattutto nelle aree Est e Sud della città (Ponte di Nona, Salone, Borghesiana, Torraccia, Malafede, Acqua Acetosa Ostiense).
  • Alberature diffuse anche vicino alle scuole, per creare una rete di microforeste.

📌 Aspetti di mobilità rilevanti:

  • Riduzione di carreggiate e parcheggi in favore di verde pubblico e mobilità pedonale.
  • Creazione di corridoi verdi ciclopedonali che collegano aree naturali, parchi e quartieri urbani.
  • Miglioramento del trasporto pubblico su ferro, con tram che correranno su prato anziché asfalto, riducendo rumore e isole di calore.
  • Riconversione di aree dismesse o degradate in spazi pubblici fruibili, sottraendole al traffico privato.

Si delinea così un nuovo modello urbano in cui la gestione dello spazio stradale non è più centrata sull’auto, ma su verde, pedoni, bici e trasporto pubblico sostenibile.

Fonte: Repubblica