Nel cuore di Torino, intorno a piazza Vittorio, la città mostra il suo volto più accessibile. Qui scuole, ospedali, ristoranti, supermercati, trasporti pubblici, luoghi culturali e spazi per lo sport sono tutti raggiungibili in pochi minuti: meno di dieci a piedi, ancora meno in bicicletta. È la fotografia di una città che si conferma tra le più camminabili e ciclabili al mondo.
I dati dello studio internazionale
Secondo la ricerca A universal framework for inclusive 15-minute cities, pubblicata su Nature (marzo 2024), Torino si colloca al quarto posto globale: i principali servizi sono raggiungibili in 7 minuti e 13 secondi a piedi, meglio fanno solo Copenaghen (6’58”), Milano (6’42”) e Zurigo (5’42”). In bicicletta la performance è ancora più notevole: 3’24”, seconda solo a Copenaghen (3’13”).
Il 95,5% dei servizi è accessibile a piedi entro un quarto d’ora, mentre in bici la copertura sfiora il 100% (99,5%).
Le differenze tra centro e periferia
Il quadro resta positivo anche in diversi quartieri non centrali – come Parco Dora, Barriera di Milano, San Salvario, Nizza Millefonti, Santa Rita e Pozzo Strada – dove i servizi principali si raggiungono in circa dieci minuti.
Emergono però le prime difficoltà spostandosi verso aree più decentrate: a Parco Ruffini i beni essenziali non sono disponibili in meno di dieci minuti, mentre a Rebaudengo per trovare spazi verdi dedicati all’attività fisica servono quasi venti minuti a piedi.
Le criticità diventano marcate in collina e in diversi quartieri di periferia: nelle zone agiate dietro la Gran Madre così come a Barca, Falchera, Pietra Alta e Villaretto, procurarsi beni di prima necessità o raggiungere scuole e ambulatori significa camminare oltre mezz’ora. Stesse difficoltà a Mirafiori sud, nelle vicinanze dello stabilimento Stellantis, e persino in aree meno periferiche come il Lingotto Fiere, dove i tempi per accedere a scuole, ospedali e luoghi ricreativi possono sfiorare i trenta minuti.
Mobilità e pianificazione urbana
La ricerca sottolinea che il modello delle “15-minute cities” deve integrarsi con un sistema di trasporto pubblico più rapido e affidabile, capace di colmare i divari tra centro e periferia. Non basta quindi la prossimità: occorre un approccio che includa fattori socio-economici e culturali, spostando l’attenzione dal solo tempo di percorrenza al valore complessivo dei servizi.
Il sindaco Stefano Lo Russo ha ricordato come questi dati rappresentino un punto di partenza prezioso per il futuro della città: “Vogliamo preservare e potenziare questo equilibrio anche attraverso le progettualità del nuovo piano regolatore, per una Torino che resti vivibile, accessibile e a misura di cittadini e visitatori”.
Una sfida per la mobilità sostenibile
Torino si conferma quindi un laboratorio avanzato di urbanistica e mobilità sostenibile: al centro una città compatta e accessibile, in periferia aree che richiedono investimenti mirati in servizi e trasporti pubblici. Una sfida che riguarda la qualità della vita urbana e il diritto di tutti a muoversi in modo rapido, equo e sostenibile.
fonte: Corriere.it