Torino sta cambiando volto attraverso la mobilità ciclabile. Sempre più cittadini scelgono la bici non solo per passione sportiva, ma come alternativa quotidiana all’auto, complici i costi crescenti della motorizzazione privata, la conformità pianeggiante della città e la rete di ciclabili che oggi supera i 290 km.

Le ore di punta raccontano una città che pedala: piste affollate, studenti e lavoratori che usano la bici per i loro spostamenti quotidiani. Un fenomeno che ha generato anche un’economia parallela: dal 2016 le officine di riparazione sono cresciute del 70% in città (da 26 a 41), mentre nell’area metropolitana si è passati da 71 a 97 (+45%). Ancora più significativa l’esplosione del noleggio (+300% in meno di dieci anni), segnale di un crescente interesse anche turistico e cicloturistico. In calo, invece, i negozi tradizionali di vendita di articoli sportivi e biciclette.

Sul fronte delle tipologie di bici, cresce la domanda di gravel, apprezzate per la possibilità di percorrere strade secondarie meno trafficate, e delle e-bike, che ampliano l’autonomia e l’età media dei ciclisti. Anche il cicloturismo comincia a svilupparsi, attirando famiglie e visitatori stranieri.

Restano però criticità legate alla qualità delle infrastrutture: ciclabili disomogenee, tratti in sampietrini, percorsi che iniziano e finiscono senza continuità. Più di un operatore sottolinea che Torino deve ancora trasformare i tanti chilometri di ciclabili in una vera “rete di mobilità urbana” sicura e funzionale.

Dal Comune arriva comunque un segnale forte: entro il 2026 saranno realizzati altri 50,7 km di piste, con interventi pensati per collegare scuole, università, stazioni ferroviarie e nodi del trasporto pubblico, favorendo gli spostamenti quotidiani. Già questa estate sono stati aperti diversi cantieri su assi strategici come via Filadelfia, corso Siracusa, corso Umbria e corso Bramante.

Torino, dunque, non è solo grande ciclismo da competizione: è una città che pedala ogni giorno, sempre più consapevole che la bicicletta può essere una leva di sostenibilità, salute e nuova economia urbana.

fonte: Repubblica