Ogni giorno quasi un milione di pendolari raggiunge Milano: di questi, 600 mila lo fanno in automobile, mentre circa 400 mila scelgono il trasporto pubblico tra metro, treni e Passante ferroviario. È la fotografia aggiornata da Amat, che confronta i dati del 2019 con quelli più recenti legati ad Area B, la vasta Ztl cittadina.
Rispetto ai 700 mila veicoli conteggiati all’avvio delle telecamere, oggi gli ingressi si sono ridotti a circa 600 mila, con punte minime di 570-580 mila. Un calo di 100 mila auto in cinque anni, segno di una progressiva ma lenta inversione di tendenza. Il fenomeno resta comunque imponente: sommando entrate e uscite, Milano conta 1,8 milioni di spostamenti quotidiani legati ai pendolari.
La differenza si coglie guardando dentro e fuori la città:
- All’interno di Milano il 47% degli spostamenti avviene con i mezzi pubblici, il 16% in auto e il 7% in moto, con una quota crescente di bici, monopattini e pedoni.
- Da fuori città, invece, domina l’automobile: circa il 60% dei pendolari usa la macchina, solo poco più del 30% sceglie treni e metro, mentre il 5% arriva in moto.
Gli esperti, come l’architetto e consulente Federico Parolotto, sottolineano la sfida dei prossimi anni: rafforzare la rete ferroviaria e il trasporto pubblico metropolitano, per spostare l’asse della mobilità dai mezzi privati a quelli collettivi.
I varchi più trafficati restano viale Forlanini e viale Scarampo, con oltre 15 mila ingressi al giorno ciascuno. Nel frattempo è cambiata anche la tipologia dei veicoli: i diesel sono scesi dall’40% al 32%, mentre crescono le auto elettriche (dal 9% al 14%) e quelle a benzina ammesse (dal 41% al 43%).
Si registra inoltre un aumento dell’uso dei parcheggi di interscambio (+13% nell’occupazione media giornaliera) e una progressiva riduzione della sosta su strada.
Milano, dunque, mostra segnali di evoluzione: meno auto, più trasporto pubblico e mobilità sostenibile, ma la “sfida metropolitana” resta ancora tutta aperta.
Fonte: Repubblica