A Roma esplode il caso dei permessi disabili falsi utilizzati per accedere liberamente alle Ztl, evitare multe e parcheggiare gratis. Protagonista dell’inchiesta è Monica Tarentini, ex dirigente della Asl Roma 1 e già candidata alle Regionali con una campagna contro le “false invalidità”. Oggi rischia il processo per certificazioni sanitarie fasulle firmate a favore di pazienti e conoscenti tra il 2017 e il 2021.
Secondo la procura, Tarentini avrebbe inventato diagnosi di comodo, consentendo a vari soggetti di ottenere il contrassegno disabili. Anche lei stessa ne avrebbe usufruito, accumulando vantaggi economici quantificati in un’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Il rinvio a giudizio è stato chiesto, l’udienza è fissata per il 6 novembre.
Il fenomeno, però, è molto più ampio: il Campidoglio ha scoperto 17.700 pass ancora attivi intestati a persone decedute e ridotto il totale dei tagliandi da 100mila a 80mila, introducendo controlli incrociati con l’anagrafe. Sono emersi anche casi di pass venduti, utilizzati da parenti o da chi, senza disabilità, li sfruttava per muoversi in centro con auto di lusso, persino Ferrari e Smart.
Per arginare gli abusi, l’assessorato alla Mobilità guidato da Eugenio Patanè ha limitato i permessi da tre a due per ogni persona disabile e introdotto sistemi digitali di verifica. «La nostra priorità – spiega l’assessore – è difendere i veri disabili e liberare i posti a loro riservati da chi li ha sfruttati in maniera fraudolenta».
Una vicenda che mette in luce un sistema di truffe diffuse, con possibili nuove indagini su altri medici compiacenti, e che intreccia giustizia, mobilità urbana e tutela dei diritti delle persone con disabilità.
fonte: Repubblica