L’ipotesi di un ingresso di Trenitalia nell’azionariato di Amt Genova, circolata negli ultimi giorni, ha acceso lo scontro politico e sindacale. Palazzo Tursi ha smentito seccamente: «Non è allo studio alcuna ipotesi Trenitalia. Si lavora a un piano di risanamento che confermi la proprietà pubblica e la sostenibilità economica».
L’azienda di trasporto pubblico è alle prese con crisi di liquidità e un debito verso Trenitalia di oltre 9 milioni di euro. Il Comune (azionista al 94,9%) valuta due strade: un maggiore impegno economico da parte degli attuali soci o l’ingresso di un altro ente pubblico, come la Regione Liguria. Esclusi invece soci privati almeno fino al 2029, quando scadrà l’attuale contratto di servizio.
Le reazioni sindacali sono state immediate e differenziate:
- Uiltrasporti: «No ai soci esterni, l’azienda deve restare pubblica».
- Filt Cgil: prende le distanze, mai sostenuta l’ipotesi Trenitalia.
- Fim Cisl: più aperta a valutare un’integrazione ferro-gomma in chiave regionale.
L’opposizione, con l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi, avverte sul rischio di un percorso che porti alla perdita dell’affidamento in house e a una futura cessione al miglior offerente.
Il 29 settembre, con l’avvio del nuovo piano di risanamento, si capirà se l’orizzonte di Amt sarà rafforzare la dimensione pubblica o aprirsi a nuovi equilibri societari.
fonte: Repubblica