È partito oggi il primo censimento ufficiale degli autovelox in Italia: Polizia Stradale, Carabinieri, Comuni e Province hanno 60 giorni per registrare i propri dispositivi sulla piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), accessibile dal Portale dell’Automobilista. Dal 30 novembre, gli apparecchi non censiti non potranno più essere utilizzati per elevare multe.
L’iniziativa segna un passo avanti in termini di trasparenza, ma resta irrisolta la questione dell’omologazione: da 33 anni manca il decreto che definisca la procedura, nonostante il Codice della Strada lo richieda. La Cassazione ha ribadito che “approvazione” e “omologazione” sono atti distinti e necessari, con conseguenti annullamenti di verbali e decurtazioni di punti.
La mancata chiarezza normativa continua a minare la certezza del diritto e alimenta il sospetto che gli autovelox siano strumenti di cassa per i Comuni. Il nuovo elenco potrà accrescere la fiducia dei cittadini, ma finché non sarà definita la regola sull’omologazione il contenzioso rimarrà aperto.
fonte: Corriere.it