Un aumento significativo di parchi e alberi nell’area metropolitana fiorentina potrebbe prevenire da 50 a 800 morti ogni anno, secondo una ricerca condotta dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana (Ars), dall’Università di Firenze e dalla Fondazione per il Futuro delle città, con la partecipazione del professor Stefano Mancuso.

Lo studio, basato sull’indice di vegetazione NDVI e sui dati Istat di mortalità, ha analizzato otto comuni dell’area metropolitana – da Firenze a Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli – valutando diversi scenari di incremento del verde urbano. Raggiungere lo standard raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (0,5 ettari di verde entro 300 metri da casa) eviterebbe circa 54 decessi all’anno, mentre un aumento del verde del 20% porterebbe a quasi 250 morti in meno; scenari più ambiziosi potrebbero arrivare fino a 830 decessi evitati.

Il verde urbano, sottolineano i ricercatori, riduce l’inquinamento atmosferico, le temperature, il rumore e lo stress, promuovendo attività fisica, socialità e salute mentale. Lo studio conferma quindi che investire in infrastrutture verdi non è solo una scelta estetica, ma una misura di sanità pubblica.

Gli autori auspicano che la metodologia venga applicata anche in altre aree toscane e a livello regionale, per orientare le politiche urbane verso città più verdi, più sane e più resilienti.

fonte: Repubblica