Dopo vent’anni tornano a Cornigliano le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, installate questa volta sui balconi dai residenti del comitato No Forno, in collaborazione con l’Eco Istituto di Reggio Emilia e Genova e con la supervisione dello scienziato Federico Valerio.
La rete, autofinanziata e autogestita, nasce come risposta all’ipotesi di accensione del nuovo forno elettrico dell’ex area siderurgica. I cittadini hanno acquistato e installato campionatori passivi per misurare il biossido di azoto (NO₂), l’inquinante più critico per Genova. Ogni settimana le cartucce vengono sostituite e inviate in laboratorio per le analisi.
Valerio ricorda che «tra via Buozzi e Sestri non esiste alcuna stazione di rilevamento ufficiale» e che i nuovi dati raccolti «dovranno pesare nelle valutazioni autorizzative del forno». L’iniziativa richiama quella che vent’anni fa contribuì alla chiusura dell’altoforno nel 2005.
Conclude Valerio: «La normativa europea dimezzerà entro il 2030 i limiti di esposizione al biossido di azoto. E Genova, già oggi, supera i valori massimi consentiti».
Fonte: Repubblica