Continuiamo la serie di interviste ad amministratori locali che si occupano della mobilità nelle città monitorate dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile (quelle precedenti, agli Assessori alla Mobilità dei Comuni di Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Genova, Napoli, Padova, Parma, Prato, Firenze ed al Vicepresidente ANCI, sono raccolte nel volume A CONFRONTO CON GLI AMMINISTRATORI LOCALI ed.3a), alle quali sono seguite l’interviste alle Assessore alla Mobilità di Milano e di Torino, Arianna Censi e Chiara Foglietta.

Questa volta a rispondere alle domande dell’Osservatorio è l’Assessora alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patané.

 

Roma è tra le città con il maggior numero di incidenti mortali in Italia, soprattutto tra pedoni e motociclisti. Quali azioni concrete state mettendo in campo per ridurre drasticamente le vittime della strada e portare Roma in linea con l’obiettivo europeo “Vision Zero 2050”?

I numeri forniti recentemente dalla Polizia Locale dimostrano che il lavoro avviato sta iniziando a dare i primi risultati perché gli incidenti gravi e le vittime sono in calo, ma non possiamo dirci ancora soddisfatti. Per questo motivo stiamo mettendo in campo un vero e proprio ‘Piano Marshall’ sulla sicurezza stradale che, nel solco del programma ‘Vision Zero’, mira a ridurre i decessi e i feriti gravi del 20% entro 3 anni e del 50% entro 10. Nei prossimi mesi, ad esempio, realizzeremo 52 tra strade e zone ‘30’, a cominciare da tutta la ZTL Centro Storico, la delibera cui delibera è stata approvata in Giunta proprio giovedì scorso. Sono installati cinque autovelox – due su via Isacco Newton, due sulla Tangenziale Est e uno sulla Via del Mare – che inizieranno a sanzionare tra dicembre e gennaio. Abbiamo inoltre individuato 40 localizzazioni per l’apposizione di autovelox fissi, oltre a 20 postazioni per autovelox mobili. Roma Servizi per la Mobilità sta installando su 15 incroci per 38 piste complessive i cosiddetti ‘Vistared’, per il controllo del passaggio col rosso, che da novembre inizieranno a sanzionare. Quanto ai black points sono altri 36 i cantieri tra quelli aperti e quelli che saranno avviati a breve: 30 pedonali e 6 veicolari. Sono state individuate inoltre 90 localizzazioni per altrettanti attraversamenti pedonali rialzati. Stiamo andando infine avanti sui progetti per le isole ambientali e le strade scolastiche.

Ogni volta che si parla di corsie preferenziali, piste ciclabili o pedonalizzazioni si registrano forti opposizioni da parte di categorie economiche e residenti. Come pensa di superare queste resistenze e costruire consenso intorno a una mobilità più sostenibile?

Dobbiamo necessariamente partire dai numeri: a Roma il numero di auto in circolazione è di 64 ogni 100 abitanti; 2 milioni e 400 mila veicoli, 1 milione 750mila macchine. Per questo dobbiamo agire in parallelo su tutte le questioni: l’aumento della quantità e della qualità del Tpl da un lato, e i provvedimenti di disincentivo del traffico privato, dall’altro. Abbiamo dei quartieri addirittura insularizzati da cui non si esce se non con l’autovettura. Ma questo è il frutto di un’urbanistica smodata che purtroppo nel corso dei decenni a Roma si è verificata costruendo borgate ai limiti della città. Dobbiamo necessariamente cambiare e questo ci auguriamo che con il tempo e aumentando l’offerta di vettori i romani lo capiscano: i cittadini si muovono in media per 12 chilometri giornalieri. Dobbiamo fare in modo che possano affrontarli usando l’autovettura per 2-3 chilometri; poi usando un trasporto pubblico comodo e capillare e magari l’ultimo miglio con servizi di sharing mobility. Dobbiamo mettere a disposizione dei cittadini quanti più vettori possibili, quante più possibilità di spostamento esistono per garantire il diritto alla mobilità. Inoltre occorre garantire l’accesso più comodo ed efficace a questo tipo di vettori.

Il progetto della Fascia Verde ha suscitato proteste e polemiche. Come intende portare avanti questa misura, fondamentale per migliorare la qualità dell’aria, senza rinunciare all’equità sociale e alla tutela dei cittadini più fragili?

L’obiettivo che ci siamo posti è quello di contemperare le esigenze ambientali con quelle di mobilità, per questo anche quest’anno abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione Lazio la proroga per  i divieti esistenti all’interno della Ztl Fascia Verde. Dopo l’approvazione da parte, prima della Giunta Regionale e poi del Consiglio regionale, del Piano della Qualità dell’Aria che prevedeva l’estensione dei divieti all’interno della Ztl Fascia Verde ai veicoli a benzina euro 4 e diesel euro 5, abbiamo presentato alla Regione Lazio la richiesta di proroga dei divieti esistenti, fino a benzina euro 2 e diesel euro 3, presentando a supporto un piano di misure alternative. A seguito di un lungo periodo di interlocuzione tra i Dipartimenti Ambiente e Mobilità di Comune e Regione e l’Arpa regionale, siamo arrivati dunque al risultato di oggi che ci consente, con reciproca soddisfazione, di non inasprire i divieti alla circolazione dei veicoli in Fascia Verde evitando, allo stesso tempo, un peggioramento della qualità dell’aria.

Roma ha bisogno di un trasporto pubblico più competitivo. A che punto siamo con le nuove linee metro, tram e BRT, e quali tempi reali si possono garantire ai cittadini?

Prima di Natale apriremo le due nuove stazioni di Metro C, Colosseo e Porta Metronia, mentre stanno andando avanti i lavori per la stazione di Piazza Venezia. Il 17 novembre è stata consegnata da parte dei progettisti la documentazione propedeutica ad ottenere il finanziamento del Mit per il prolungamento della Metro A, per la progettazione della linea D e del prolungamento della linea B. I passaggi amministrativi che stiamo portando avanti sui prolungamenti di Metro A e B e per la realizzazione della D dei tasselli importanti verso la costruzione di infrastrutture fondamentali per rivoluzionare la mobilità cittadina. Stesso dicasi per la costruzione della Tratta T1 della Metro C fino a Farnesina per la quale dallo scorso 28 marzo sono iniziati i sondaggi preliminari  propedeutici alla redazione del progetto definitivo. Contiamo di aprire i cantieri all’inizio del 2026.

Capitolo tranvie. Sulla Termini-Tor Vergata, dopo l’espletamento della gara l’obiettivo è aprire i cantieri entro luglio 2026. I cantieri della Verano-Tiburtina si sono aperti ad ottobre: la tranvia sebbene corta rientra in una più ampia strategia di collegamento della seconda stazione di Roma alla rete su ferro romana. Dopo una lunga fase di stallo, i lavori per la tranvia Togliatti attualmente interessano la tratta Ponte Mammolo-Prenestina, per 3 km sugli 8 totali. Tra pochi giorni si potranno aprire i cantieri anche sul resto della linea.  La TVA – Termini Vaticano Aurelio – è di un grado superiore di difficoltà rispetto alle altre, ponendo nel cuore del Centro Storico. Attualmente si sta lavorando per ultimare il progetto della tratta Porta Cavalleggeri-Argentina che andrà entro poche settimane in conferenza dei servizi decisoria, dopodiché nel 2026 cominceranno i lavori propedeutici alla linea: tra tutti il rinforzo dell’acquedotto del Peschiera sotto piazza di Villa Carpegna, che richiederà circa 2 anni di scavi.

Nonostante i progressi degli ultimi anni, la quota di spostamenti in bici resta marginale. Quali sono i piani concreti per sviluppare una rete ciclabile sicura e continua, e per ampliare le aree pedonali, anche fuori dal centro storico?

Il nostro programma sulla mobilità ciclabile è ambizioso e racchiuso nel Biciplan che abbiamo presentato nei mesi scorsi: il Piano strategico per la mobilità ciclistica che definisce obiettivi, strategie e azioni per promuovere lo sviluppo di tutti gli aspetti legati alla ciclabilità e al miglioramento della sicurezza dei pedoni e di chi si muove a pedali. È un progetto di rete ciclabile che prevede l’estensione delle piste ciclabili a oltre 500 km entro il 2027 e a circa 1500 km entro dieci anni, organizzate come una rete metropolitana (Bicipolitana). Una delle componenti chiave è il GRAB, un anello da 50 km che collegherà parchi e zone monumentali, fungendo da “tangenziale” per l’intera rete. Il piano mira a creare un sistema di mobilità dolce, connettere aree pedonali e ciclabili, migliorare la sicurezza stradale e integrare la ciclabilità con il trasporto pubblico e altre forme di mobilità sostenibile.  Realizzare la rete ciclabile significa anche ridisegnare lo spazio stradale e gli attraversamenti, così come mettere in sicurezza gli spazi pubblici con la protezione degli utenti più vulnerabili, come pedoni e ciclisti. L’obiettivo è far crescere l‘utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto intervenendo su segnaletica, identità della rete, servizi connessi e comunicazione, per raggiungere, da qui a dieci anni, alcuni risultati importanti. A partire dalla riduzione delle emissioni inquinanti e degli incidenti stradali,con un’attenzione anche al contenimento dei costi di trasporto. Senza tralasciare gli effetti che una mobilità alternativa così concepita potrà avere anche sullo stato di salute attraverso un aumento della mobilità attiva e la riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Il bike e scooter sharing a Roma stenta a diventare una vera alternativa di massa. Quali politiche pensate di mettere in campo per rafforzare la sharing mobility e integrarla con il TPL?

In realtà dopo l’avvio del nuovo regolamento, 1° novembre 2023, i numeri della sharing mobility a Roma sono in costante miglioramento a dimostrazione che le norme introdotte hanno portato ad una vera svolta nella sharing mobility e che ci stiamo progressivamente avvicinando agli obiettivi che avevamo indicato: garantire l’Intermodalità e il decoro attraverso norme chiare e una razionalizzazione e capillarizzazione del servizio. I dati sui giorni di utilizzo e sulla distanza media percorsa ci dicono che stiamo riuscendo a dare ad ad e-bike e monopattini una funzione trasportistica – del cosiddetto primo e ultimo miglio – e non ludica come era in passato: basti pensare che se negli anni precedenti il numero dei noleggi era più alto il sabato e nei giorni festivi, dall’entrata in vigore del nuovo regolamento i mezzi vengono usati maggiormente nei giorni feriali. I numeri confermano che la micro sharing mobility – grazie anche al fatto di aver favorito il servizio nelle zone periferiche e averla resa gratuita per i possessori della metrebus card – sta diventando una parte molto importante del trasporto collettivo, soprattutto nell’ottica dell’intermodalità degli spostamenti che rappresenta uno degli obiettivi principali della nostra azione amministrativa. Grande rilevanza ha avuto la possibilità per gli abbonati Metrebus di avere corse gratuite per e-bike e monopattini: ecco per migliorare ulteriormente questo settore dobbiamo rinforzare iniziative come questa e metterne in campo altre per favorire l’intermodalità.


Il boom dell’e-commerce ha fatto esplodere il traffico di furgoni. Avete in programma soluzioni come hub logistici urbani, cargo-bike o regolamentazioni per rendere le consegne più sostenibili?

Abbiamo approvato in giunta le linee guida del PULS, Piano Urbano della Logistica Sostenibile o Piano Merci, un documento innovativo che ha come obiettivo quello di sviluppare un approccio organico al tema della logistica urbana. Un piano quanto mai necessario in quanto, soprattutto nelle grandi città, il settore della logistica e delle merci ha un impatto in termini di spostamenti davvero notevole con oltre 300 viaggi di veicoli ogni 1000 persone al giorno e un aumento previsto dell’8% ogni anno. È evidente la necessità di soluzioni efficaci ed efficienti, di azioni in grado di sviluppare un approccio innovativo basato sull’assolvimento di specifiche funzioni della città come ad esempio le manutenzioni, i cantieri, il recupero dei rifiuti, le consegne e-commerce, che rappresentano l’80% sul totale complessivo dei flussi di merci in ambito urbano, differenziando le filiere interessate in base alle rispettive necessità. Il piano – frutto di un grande lavoro di ascolto e concertazione con tutti i principali stakeholder del settore che hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni – si articola in dieci misure di breve, medio e lungo periodo: creazione di micro hub (spazi logistici di prossimità), incentivazione della ciclo-logistica per fornire una alternativa sostenibile alla mobilità di ultimo miglio delle merci, creazione di lockers al fine di compattare le consegne di più destinatari, accreditamento per veicoli a basso impatto ambientale, censimento stalli carico/scarico, revisione delle regole di accesso alla ztl, adozione del piano della logistica dei cantieri, creazione centri di distribuzione urbana, istituzione della logistica collaborativa per stimolare e favorire la collaborazione fra gli operatori della logistica e, infine, l’adozione dell’accordo quadro pluriennale che possa garantire continuità nel tempo.

Se dovesse indicare una priorità assoluta per i prossimi 12 mesi, quale sarebbe?

“Dobbiamo assolutamente portare a termine due delle quattro tranvie di cui abbiamo parlato: la Togliatti e la Verano-Tiburtina e terminare la realizzazione dei 101 km di piste ciclabili a cominciare dalla conclusione del GRAB. Poi l’altra priorità è completare la fornitura dei nuovi treni Hitachi per la Metro B e dei nuovi Tram Caf che contribuiranno a rendere il servizio di trasporto pubblico più efficiente e all’altezza di una grande capitale europea”.