Roma prova a uscire dall’ingorgo strutturale che la blocca da anni puntando sulle corsie preferenziali: 180 chilometri da realizzare secondo quanto già previsto dal Piano regolatore della mobilità. Un intervento considerato decisivo per spezzare il “circolo vizioso” che scoraggia l’uso dei mezzi pubblici: i romani passano 76 ore l’anno nel traffico e il 64,7% degli spostamenti avviene ancora in auto o moto, contro un trasporto pubblico locale fermo al 12,4%.
La causa e l’effetto si alimentano a vicenda: la velocità commerciale dei bus resta bassa — appena 13,4 km/h, contro i circa 30 km/h della metropolitana — rendendo il servizio poco competitivo e contribuendo all’intensificarsi del traffico privato.
Il Campidoglio vuole invertire la rotta potenziando le corsie preferenziali, così da liberare i mezzi di superficie dalle code e aumentarne l’affidabilità. «Stiamo lavorando al piano per 180 km di preferenziali» ha spiegato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, sottolineando che corridoi dedicati a bus, taxi e mezzi di soccorso rappresentano la chiave per innalzare la velocità commerciale e rendere più conveniente lasciare l’auto in garage.
Dopo l’ampliamento della rete ciclabile nel 2025, il piano sulle preferenziali sarà il perno del nuovo anno, con l’obiettivo di spostare progressivamente quote di utenza dal traffico privato verso un trasporto pubblico più rapido, competitivo e sostenibile.
fonte: Corriere