Le elevate concentrazioni di biossido di azoto (NO₂) nell’agglomerato urbano di Palermo, superiori ai limiti da diversi anni, hanno portato la Commissione europea ad avviare una procedura di infrazione contro l’Italia. Secondo Bruxelles, i piani per la qualità dell’aria non sono adeguati a garantire il rientro nei limiti in tempi brevi. Dopo la convocazione d’urgenza della Regione, il Comune si è impegnato a presentare un piano anti-smog che includa nuove infrastrutture di trasporto pubblico, tram, piste ciclabili, interventi di rigenerazione urbana e l’installazione di sette nuove centraline di monitoraggio. L’opposizione critica il ritardo e chiede un intervento immediato del sindaco Roberto Lagalla, denunciando i rischi per la salute e la qualità della vita dei cittadini.
fonte: Repubblica