Da gennaio a dicembre, l’Osservatorio Pedoni ASAPS-SAPIDATA registra 408 pedoni morti in incidenti stradali sull’intero territorio italiano, un numero che conferma il carattere drammatico del fenomeno.
Tra le vittime si contano 250 uomini e 158 donne; oltre 208 persone avevano più di 65 anni, cioè più della metà del totale, evidenziando una forte vulnerabilità delle fasce di popolazione più anziane agli investimenti mortali.
L’aggiornamento dell’Osservatorio mostra un andamento dell’anno integrato con i dati progressivi comunicati nel corso dei mesi: a ottobre risultavano 307 pedoni morti, a inizio novembre 342, mostrando come il bilancio sia cresciuto sensibilmente negli ultimi mesi dell’anno.
Secondo i dati storici più ampi disponibili, nel 2024 il numero di pedoni uccisi sulle strade italiane era stimato attorno alle 475 vittime, mentre nel periodo precedente l’ultimo dato Istituto nazionale di statistica (ISTAT) per il 2023 indicava oltre 480 pedoni morti.
Il fenomeno resta diffuso in tutto il Paese, con aree urbane ad alta densità di traffico e arterie extraurbane tra i contesti più a rischio, specialmente per attraversamenti non protetti e situazioni di pirateria stradale (automobilisti che fuggono dopo l’investimento).
Questi dati, pur rappresentando un quadro provvisorio basato su monitoraggio continuo, segnalano l’importanza di misure di prevenzione su velocità, infrastrutture pedonali e controlli per proteggere gli utenti più vulnerabili della strada.