Il 2026 si annuncia come un anno critico per la mobilità di Firenze, tra cantieri della tramvia, gestione del traffico e rafforzamento delle politiche di regolazione degli accessi. Nell’intervista a la Repubblica, la sindaca di Firenze Sara Funaro conferma che i lavori infrastrutturali comporteranno disagi, ma rivendica una strategia chiara di trasformazione verso una mobilità più sostenibile.

Il nodo più delicato riguarda piazza Beccaria, dove un muro trecentesco rischia di rallentare la realizzazione della tramvia. Il Comune chiederà alla Soprintendenza la rimozione parziale del manufatto per consentire il passaggio delle tubature dell’acquedotto, giudicando tecnicamente impraticabile una deviazione del tracciato. La richiesta è accompagnata da un messaggio netto: servono risposte rapide per non fermare l’opera.

Parallelamente, l’estate 2026 vedrà l’avvio dei lavori delle nuove linee tramviarie verso le Piagge e Campo di Marte, partendo dai tratti meno impattanti. La sindaca parla apertamente di un anno “complicato”, soprattutto considerando anche il cantiere di Ponte al Pino, ma ribadisce che l’obiettivo è ridurre l’uso dell’auto privata e incentivare il trasporto pubblico, anche attraverso una comunicazione mirata sui percorsi alternativi.

Sul fronte della regolazione del traffico, è prevista una stretta sulla Ztl: il Comune sta installando telecamere in uscita per contrastare gli abusi dei permessi temporanei e valuta il divieto di acquisto dei ticket giornalieri per chi è già titolare di altre autorizzazioni, oltre a un giro di vite sui garage.

Nel disegno complessivo della città futura, la sindaca chiarisce che la tramvia non potrà risolvere da sola tutte le esigenze di accessibilità. Nell’area ex Foster, ad esempio, è previsto un hub per i bus extraurbani e un grande parcheggio di interscambio, collegati alla stazione di Santa Maria Novella tramite un people mover, ritenuto più adatto rispetto al collegamento tranviario esistente.

Fonte: la Repubblica