La Consulta comunale della mobilità sostenibile di Bari ha espresso una netta bocciatura del progetto esecutivo di riqualificazione del sottovia Quintino Sella, recentemente approvato dalla Giunta municipale, ribadendo criticità già segnalate oltre un anno fa in fase di progetto definitivo.
Al centro delle contestazioni c’è la pista ciclabile bidirezionale in sede propria, ritenuta pericolosa soprattutto nelle intersezioni. La Consulta aveva formalmente richiesto di sostituirla con due piste monodirezionali, una per senso di marcia, soluzione giudicata più sicura, funzionale e confortevole per ciclisti di ogni età ed esperienza. Secondo la Consulta, l’Amministrazione non solo ha ignorato questa proposta, ma non ha neppure fornito riscontri o avviato un confronto sul tema.
Pur riconoscendo che le ciclabili bidirezionali possono essere scelte per ragioni tecniche (ottimizzazione degli spazi, riduzione dei costi, gestione delle acque piovane o tutela dei posti auto), la Consulta sottolinea come tali soluzioni presentino rilevanti problemi di sicurezza, in particolare agli incroci, che devono essere affrontati con attraversamenti protetti, segnaletica dedicata e semafori ciclabili sincronizzati.
Nel caso specifico del sottovia Quintino Sella, emergono criticità gravi:
- lato via Capruzzi, la pista inizia o termina in corrispondenza dell’uscita semaforizzata dei bus dal Terminal, senza che sia chiara la gestione dell’intersezione né come i ciclisti possano svoltare in sicurezza, anche verso il Policlinico;
- lato corso Italia, mancano indicazioni chiare su come garantire accessi sicuri da corso Italia e da via Quintino Sella, in un nodo già complesso per la presenza del futuro Bus Rapid Transit (BRT);
- in prossimità di AncheCinema, la presenza della rampa di accesso riduce drasticamente la larghezza della pista, costringendo i ciclisti a scendere dalla bici e procedere a piedi in entrambi i sensi di marcia.
La Consulta ribadisce che, se l’obiettivo è avere più biciclette e meno automobili, la progettazione delle infrastrutture ciclabili deve essere estremamente accurata e non può trascurare i dettagli, soprattutto nei punti più critici come intersezioni e attraversamenti.
Infine, viene ricordato il ruolo istituzionale della Consulta, prevista dallo Statuto comunale come organismo consultivo e di proposta in materia di mobilità sostenibile, chiamato a collaborare con Commissioni consiliari e assessorato competente. L’Amministrazione comunale – sottolinea la Consulta – è tenuta a trasmettere per tempo il materiale progettuale necessario, per consentire un esercizio effettivo delle funzioni di indirizzo, parere e confronto permanente.