I dati del Progetto nazionale Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane, che, utilizzando i dati ufficiali delle ARPA/APPA ha monitorato la qualità dell’aria in 27 città italiane per tutto il 2025, riferiti a Torino, confermano una criticità strutturale della qualità dell’aria urbana.

La rilevazione e l’elaborazione sono curate dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, in collaborazione con ISDE Italia, e mettono a confronto i valori misurati con i limiti attualmente in vigore e con quelli più stringenti introdotti dalla Direttiva europea 2881/2024, da rispettare entro il 2030, e con i valori raccomandati dalle Linee Guida OMS 2021 per tutelare la salute umana.

Pm2,5: medie annue oltre le soglie di tutela sanitaria

A Torino la media annua di Pm2,5 si colloca intorno ai 13–15 microgrammi per metro cubo:

  • sotto il limite di legge attuale (25 µg/m³),
  • ma ben sopra il valore guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (5 µg/m³),
  • e oltre il nuovo limite della Direttiva 2881/2024 (10 µg/m³).

Il dato indica un’esposizione cronica che, pur rientrando nei limiti formali oggi vigenti, resta incompatibile con la tutela della salute.

Pm10: sforamenti giornalieri eccessivi

Per il Pm10, Torino registra medie annuali tra 25 e 30 µg/m³:

  • inferiori al limite UE attuale (40 µg/m³),
  • ma superiori al nuovo limite europeo di 20 µg/m³.

Il nodo centrale resta il numero di superamenti del limite giornaliero:

  • oggi: 50 µg/m³ con massimo 35 giorni/anno;
  • Torino: 40–60 superamenti annui, a seconda delle centraline e delle condizioni meteo.

La Direttiva 2881/2024 riduce ulteriormente la soglia:

  • 45 µg/m³ come valore giornaliero,
  • non più di 18 superamenti l’anno.

Confrontando questi parametri, Torino supera di oltre il doppio i futuri limiti consentiti.

Biossido di azoto (No2): superamenti giornalieri incompatibili con i nuovi standard

Per il No2, inquinante fortemente legato al traffico stradale, le medie annuali nelle aree urbane più trafficate di Torino si attestano tra 25 e 35 µg/m³:

  • sotto il limite UE attuale (40 µg/m³),
  • ma oltre il nuovo limite della Direttiva 2881/2024, fissato a 20 µg/m³,
  • e nettamente sopra il valore guida OMS di 10 µg/m³.

La nuova direttiva introduce anche un limite giornaliero per il No2:

  • 50 µg/m³, con non più di 18 superamenti annui.

I dati torinesi mostrano che questo valore viene superato in modo ricorrente, con circa 20–40 giorni di sforamento all’anno nelle stazioni urbane di traffico. Un livello che risulta già oggi non compatibile con i parametri europei che entreranno in vigore entro il 2030.

Una sfida sanitaria prima che ambientale

L’analisi congiunta di Pm2,5, Pm10 e No2 evidenzia che Torino:

  • rispetta solo parzialmente la normativa attuale,
  • non è allineata ai nuovi standard della Direttiva 2881/2024,
  • resta lontana dalle soglie di sicurezza indicate dalla comunità scientifica.

Per l’Osservatorio e per ISDE, i numeri indicano con chiarezza che servono interventi strutturali: riduzione del traffico privato, forte potenziamento del trasporto pubblico, mobilità attiva, moderazione della velocità urbana e riqualificazione energetica degli edifici.

Azioni che non sono solo ambientali, ma vere e proprie misure di prevenzione sanitaria.

Il caso di Torino conferma che la qualità dell’aria è uno dei principali determinanti di salute pubblica e una priorità non più rinviabile per le politiche urbane.

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