Il Comune di Palermo ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 l’ordinanza che istituisce l’area pedonale sperimentale alla Vucciria. Una decisione che rappresenta un passaggio necessario ma non sufficiente: senza interventi strutturali e controlli costanti, la pedonalizzazione rischia di restare solo sulla carta.
Di fatto, la precedente ordinanza – attiva dallo scorso maggio e scaduta il 31 dicembre – non ha mai prodotto un cambiamento reale. In piazza Caracciolo e nelle vie limitrofe hanno continuato a transitare indisturbati auto e motorini, senza l’installazione di dissuasori, arredi urbani o elementi di moderazione del traffico. Un’“isola pedonale” che, nei fatti, non è mai esistita.
L’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta ha annunciato che nei prossimi giorni saranno collocati i dissuasori a protezione dell’area e che verrà convocato un tavolo tecnico con Soprintendenza e uffici comunali per definire arredi e cura dello spazio pubblico, coinvolgendo anche gli esercenti. Un impegno che arriva dopo mesi in cui l’obiettivo originario – rivitalizzare un’area segnata da insicurezza, movida fuori controllo e degrado – è rimasto disatteso.
La nuova proroga riguarda un perimetro ampio e strategico: discesa Maccheronai, piazza Caracciolo, discesa Caracciolo Viceré, via Pannieri e via Argenteria, piazzetta Garraffo, via Coltellieri, vicolo Sant’Andrea, vicolo Madonna dei Travicelli, vicolo Mezzani, via dei Frangiai e via della Rosa Bianca, in continuità con piazza San Domenico e corso Vittorio Emanuele. In queste strade saranno individuati varchi e regole di accesso: potranno entrare residenti, titolari di box, mezzi per carico e scarico merci (solo tra le 6 e le 8 del mattino per massimo 15 minuti), taxi e noleggio con conducente per le strutture ricettive, oltre a forze dell’ordine, soccorso e persone con disabilità. Le biciclette saranno ammesse a velocità pedonale.
Come sottolineato anche a livello locale, la proroga non può restare un atto formale. Senza controlli, dissuasori fisici, arredi adeguati e un vero piano di gestione dello spazio pubblico, la pedonalizzazione non garantirà né sicurezza urbana né qualità dello spazio. La sfida ora è trasformare l’ordinanza in una pedonalità reale, capace di restituire la Vucciria a residenti, visitatori e attività economiche, riducendo traffico, conflitti e degrado.
fonte: Repubblica