La Procura di Genova ha compiuto un ulteriore passo nell’inchiesta sui conti di Amt, aprendo formalmente un’indagine per bancarotta, falso in bilancio e false comunicazioni sociali. Dopo l’apertura del fascicolo sulla base di articoli di stampa e la consegna ai magistrati di una relazione del Comune con numeri giudicati “disastrosi”, sono stati iscritti i primi indagati, da individuare nei passati consigli di amministrazione della partecipata.

L’indagine, coordinata dal procuratore capo Nicola Piacente e dal responsabile dei reati finanziari Marcello Maresca, si concentra in particolare sul bilancio 2023, l’ultimo approvato, ma l’analisi potrebbe estendersi anche agli esercizi precedenti. Tra i documenti ritenuti rilevanti figurano scambi di mail tra Tursi e Amt e una lettera del marzo scorso in cui il settore Pianificazione e controllo del Comune segnalava criticità nelle previsioni finanziarie 2025-2027.

La voragine dei conti è stata quantificata in circa 200 milioni di euro, cifra emersa nella procedura di composizione negoziata avviata da Amt, che ha “scudato” temporaneamente l’azienda dalle azioni dei creditori in attesa di un piano di risanamento. La Procura ha chiesto la liquidazione giudiziale, ma prima il giudice valuterà il piano di salvataggio presentato dal Comune.

Sul fronte politico, la giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis rivendica di aver agito per evitare l’aggravamento del dissesto, mentre il vicesindaco Alessandro Terrile parla di una situazione “ereditata”, con debiti passati da 42 milioni nel 2017 a quasi 300 milioni oggi, e chiede maggiore sostegno nazionale al Fondo per il Trasporto Pubblico Locale. Le opposizioni contestano l’impostazione, pur riconoscendo la necessità di più risorse per il settore.

Fonte: la Repubblica