Bologna Città 30 non si ferma e si prepara a entrare nella fase due, con nuove ordinanze e un articolato piano di interventi di moderazione del traffico che interesserà almeno 100 punti della città già nel 2026. La recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna non mette infatti in discussione la sostanza della misura, ma esclusivamente le modalità di redazione degli atti amministrativi.
Nella pronuncia, il Tar ha chiarito che il giudizio non riguarda il merito della scelta di limitare la velocità a 30 chilometri orari – riconosciuta come estranea alla valutazione di legittimità – e ha ribadito il pieno potere del Comune di riesercitare la funzione pianificatoria, rinnovando il procedimento nel rispetto delle indicazioni formali richieste. Il punto del contendere è dunque procedurale, non politico né tecnico: la Città 30 resta una misura legittima e coerente con gli strumenti di pianificazione come il Piano urbano della mobilità sostenibile e il Piano generale del traffico urbano.
Alla luce di questo, il Comune di Bologna valuta di non impugnare la sentenza, per evitare una lunga sospensione della misura, e di procedere invece rapidamente con la riemissione degli atti istitutivi, già prevista e consentita dallo stesso Tar. È in corso la predisposizione di schede di dettaglio strada per strada, che recepiscono i criteri richiesti anche dalla direttiva ministeriale del 1° febbraio 2024, aumentando il carico burocratico ma senza modificare gli obiettivi sostanziali della Città 30.
Cosa succede ora
In attesa dei nuovi atti, non tutte le strade tornano a 50 km/h. Restano pienamente attive le Zone 30 già esistenti al 31 dicembre 2023, a partire dal centro storico, e decine di quartieri e comparti urbani non interessati dalla sentenza. Resta inoltre l’invito alla prudenza e al rispetto del Codice della strada, perché la sicurezza dipende anche dai comportamenti individuali.
La fase 2: sicurezza, riqualificazione e spazio pubblico
Per il biennio 2026-2027 l’Amministrazione ha già programmato una serie di azioni che saranno formalizzate con un atto di Giunta. Il cuore della fase due è il potenziamento degli interventi fisici di moderazione della velocità, con un investimento complessivo di circa 16 milioni di euro (fondi comunali ed europei) già stanziati nel Programma triennale dei lavori pubblici.
Gli interventi previsti includono:
- riqualificazione di intere strade e direttrici, con ridisegno dello spazio pubblico, nuovi alberi e verde;
- azioni puntuali in luoghi critici (attraversamenti rialzati, illuminazione potenziata, segnaletica orizzontale, verticale e luminosa);
- interventi diffusi di rallentamento in prossimità di incroci e attraversamenti, con almeno 100 punti interessati nel solo 2026;
- installazione estesa di dissuasori digitali luminosi, già in fase di avvio.
La priorità sarà data alle strade ad alta frequentazione pedonale e ciclabile e a quelle in prossimità di scuole, asili, parchi, impianti sportivi, ospedali, musei e luoghi di lavoro.
Comunicazione, partecipazione e monitoraggio
Accanto alle opere fisiche, proseguiranno campagne informative e di sensibilizzazione, attività di prossimità e il coinvolgimento attivo di cittadine e cittadini, anche attraverso le ambasciatrici e gli ambasciatori della Città 30 e la collaborazione con la Fondazione IU Rusconi Ghigi. Parallelamente sarà rafforzato il monitoraggio di incidentalità, traffico e ambiente, per valutare in modo sempre più puntuale gli effetti delle politiche adottate.
È inoltre in fase di elaborazione il progetto “Angoli sicuri”, dedicato alla riduzione dei rischi legati agli angoli ciechi dei mezzi pesanti, con l’obiettivo di introdurre sensori e dispositivi di segnalazione a tutela di pedoni e ciclisti.
Il bilancio dei primi due anni
I dati preliminari del biennio 2024-2025, confrontati con il periodo pre-Città 30 (2022-2023), mostrano risultati netti:
- 17 vite salvate sulle strade cittadine (-43,6%);
- 348 feriti in meno (-7,2%);
- 709 incidenti evitati (-12,5%).
Il risparmio stimato dei costi sociali da incidentalità sfiora i 66 milioni di euro. Nel confronto con gli altri grandi Comuni italiani, Bologna mostra una riduzione di incidenti, feriti e morti decisamente superiore alla media nazionale, confermando l’efficacia della misura.
La Città 30, dunque, prosegue: non come parentesi, ma come cornice strutturale di una trasformazione urbana che mette al centro sicurezza, vivibilità e qualità dello spazio pubblico.