Rimettere i bambini al centro delle politiche urbane e cambiare le abitudini di mobilità casa-scuola è possibile. È il messaggio emerso dal webinar organizzato da FIAB insieme a Streets For Kids, che ha coinvolto oltre 170 partecipanti tra esperti, associazioni, genitori e operatori della scuola. Il punto di partenza del confronto è stato una domanda semplice ma radicale: si può ancora andare a scuola da soli?

Secondo FIAB, il traffico legato agli accompagnamenti casa-scuola rappresenta una quota rilevante degli spostamenti urbani quotidiani e può essere ridotto a vantaggio dei bambini, delle famiglie e della qualità dello spazio pubblico. Lo ha sottolineato Davide Paltrinieri, consigliere nazionale FIAB e referente per l’area scuola, evidenziando come la mobilità scolastica sia una leva strategica per incidere sulla mobilità sistemica delle città.

Dal mondo della ricerca è arrivato un contributo chiaro: l’autonomia dei bambini non è un tema marginale, ma un diritto. Chiara Belingardi, ricercatrice dell’ISTC-CNR, ha ricordato che bambini e bambine non sono “cittadini del futuro”, ma persone con diritti nel presente, spesso compressi da un uso dello spazio urbano dominato dalle automobili. In prossimità delle scuole e dei luoghi di socialità, il traffico motorizzato resta infatti uno dei principali fattori di rischio.

In questo quadro si inseriscono le iniziative promosse da FIAB, come il bike to school e le alleanze con campagne europee per le strade scolastiche, illustrate da Anna Becchi, che ha ribadito l’obiettivo di trasformare le strade davanti alle scuole da semplice rivendicazione a soluzione strutturale. I dati presentati dal CNR mostrano quanto il margine di miglioramento sia ancora enorme: secondo le ultime rilevazioni disponibili, solo il 6,5 per cento dei bambini della scuola primaria va a scuola da solo, percentuale che sale al 32 per cento nella secondaria. Numeri che raccontano città poco favorevoli all’autonomia, ma anche un grande potenziale di cambiamento.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla salute, mentale e fisica. Federico Marolla, pediatra dell’Associazione Culturale Pediatri, ha evidenziato i benefici degli spostamenti attivi: aria più pulita, maggiore attività fisica, sviluppo cognitivo, riduzione di colesterolo e pressione sanguigna, fino a una diminuzione dei casi di miopia. Benefici che si scontrano però con una realtà urbana in cui i bambini sono progressivamente scomparsi dallo spazio pubblico, spesso più per la paura degli adulti che per reali incapacità dei più piccoli.

Dal punto di vista normativo è stato chiarito che l’uscita autonoma da scuola è consentita anche per i minori di 14 anni, previa autorizzazione dei genitori, come previsto dalla legge 172 del 2017. Le scuole non possono vietarla con regolamenti interni, salvo situazioni di oggettiva criticità.

Il webinar ha dato spazio anche alle testimonianze di genitori che stanno già sperimentando l’autonomia dei figli negli spostamenti casa-scuola, mostrando come fiducia, contesto urbano adeguato e politiche pubbliche coerenti possano restituire ai bambini un ruolo attivo nello spazio urbano. In questa prospettiva, FIAB sottolinea l’importanza di affiancare alle strade scolastiche una visione più ampia di città a 30 chilometri orari, capace di rendere l’intero tessuto urbano più sicuro, inclusivo e a misura di bambino.

Fonte: FIAB