L’inizio del 2026 segna un netto peggioramento della qualità dell’aria a Mestre e nel Veneziano. In appena dieci giorni, tra il 14 e il 23 gennaio, la centralina Arpav di via Bissuola ha registrato sei superamenti del limite di Pm10, avvicinandosi rapidamente ai numeri complessivi del 2025, che era stato uno degli anni migliori degli ultimi tempi con 25 sforamenti complessivi.

I dati mostrano un quadro diffuso: da inizio anno la centralina di Carpenedo ha già rilevato nove superamenti, quattro in più rispetto allo stesso periodo del 2025; a Marghera, in via Beccaria, se ne contano dieci; dodici nella zona industriale di Malcontenta e quattro in centro storico a Rio Novo. Andamento simile anche a San Donà di Piave, con nove sforamenti nei primi venti giorni dell’anno, quasi il doppio rispetto allo scorso anno. A incidere è stata soprattutto l’assenza di piogge, che ha portato il Comune di Venezia ad attivare il livello arancio con limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti.

La situazione preoccupa perché il 2025 aveva segnato risultati incoraggianti, grazie a investimenti sull’efficienza energetica, al rinnovo del parco auto e a politiche di mobilità sostenibile. Resta però critico l’uso dell’auto privata, nonostante l’estensione della rete ciclabile e l’introduzione di autobus a basse emissioni. Come ricordato dall’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin, l’obiettivo resta migliorare ulteriormente i risultati dello scorso anno e rispettare la tabella di marcia verso le zero emissioni al 2050, tracciata dal Paesc comunale. Ma l’avvio del nuovo anno dimostra che la guardia non può essere abbassata nemmeno con l’arrivo della primavera.

Fonte: Corriere della Sera