A gennaio la Liguria registra il peggior dato nazionale di pedoni investiti e uccisi in rapporto alla popolazione: tre vittime in un mese. Lo rileva l’Osservatorio Asaps-Sapidata, che conta 47 pedoni morti in Italia nel primo mese del 2026, a fronte di numeri assoluti più alti ma proporzionalmente inferiori in regioni molto più popolose.
Le vittime liguri sono Maurizio Perrone (54 anni), investito sulle strisce a Genova Pontedecimo; Giuliano Sommariva (68), travolto sulle strisce a Vado Ligure; Mario Parodi (66), investito a Savignone mentre attraversava fuori dalle strisce. Dati che si inseriscono in un quadro già grave: nel 2024 i morti sulle strade liguri sono stati 55–62 a seconda delle fonti, più del doppio dei decessi sul lavoro. A Genova, nel 2025, la Polizia locale conta 10 pedoni uccisi; oltre 250 gli investimenti sulle strisce in un anno.
Secondo associazioni e tecnici la causa principale è la velocità. Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ricorda che l’esito di un investimento cambia drasticamente: a 30 chilometri orari la probabilità di sopravvivenza è circa il 90%, a 50 scende al 15%, a 70 è quasi nulla. A incidere anche la scarsa visibilità dovuta ai parcheggi lungo strada.
Il confronto con Bologna, prima grande “Città 30”, rafforza la tesi: nel 2025 le vittime stradali sono diminuite del 38% rispetto alla media 2022–2023, con zero pedoni morti nel 2024 e sette nel 2025; la maggior parte degli incidenti mortali è avvenuta su strade rimaste a 50 chilometri orari.
Fonte: la Repubblica