Il Piano Urbanistico Esecutivo “Bari Costa Sud”, relativo a un’area di 935 ettari con una popolazione paragonabile a quella di un comune medio, rappresenta secondo il Comitato Mobilità2030 un’occasione mancata per ripensare in modo strutturale la mobilità urbana. Nonostante il forte impatto insediativo e attrattivo del progetto, il Piano conferma un modello centrato su viabilità e parcheggi, senza promuovere un reale riequilibrio modale verso trasporto pubblico, mobilità attiva e soluzioni condivise.
Le osservazioni presentate nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica evidenziano l’uso di dati di mobilità obsoleti, l’assenza di un’integrazione coerente con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile metropolitano, la mancata valorizzazione del servizio ferroviario esistente (fermata di Torre Quetta) e un ruolo marginale del Bus Rapid Transit. Criticità emergono anche sul fronte del mobility management, completamente assente, e sulla definizione della Ciclovia Adriatica, indicata in modo non chiaro e potenzialmente non conforme agli standard nazionali.
Secondo il Comitato Mobilità2030, il PUE non affronta in modo adeguato l’aumento dei flussi di traffico previsto né garantisce il diritto all’accessibilità universale, rinviando ancora una volta una svolta culturale e pianificatoria verso una mobilità più sostenibile, inclusiva e allineata agli indirizzi europei.