Nel 2025 Milano registra qualche progresso sulla qualità dell’aria, ma resta distante sia dai nuovi limiti europei in vigore dal 2030 sia, ancor più, dalle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È quanto emerge dal dossier «Cambiamo Aria», promosso da ISDE Italia insieme a Kyoto Club e Clean Cities Campaign, che ha analizzato i dati delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale di 27 città italiane.
Sul Particulate Matter 2.5, Milano rientra ancora nei limiti attuali italiani, ma supera ampiamente le future soglie europee e i 5 microgrammi per metro cubo indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Applicando già oggi i valori della nuova direttiva europea, la città sforerebbe per oltre 100 giorni l’anno il limite giornaliero previsto.
Per il Particulate Matter 10 la situazione è migliorata rispetto al passato, ma nel 2025 Milano è tra le tre città italiane — con Napoli e Palermo — che superano sia la media annua sia il numero massimo di giorni oltre i 50 microgrammi per metro cubo. Con i nuovi parametri europei, lo scostamento risulterebbe ancora più marcato.
Quanto al biossido di azoto, legato soprattutto al traffico e ai motori diesel, Milano non viola l’attuale limite nazionale medio annuo, ma supera i futuri valori soglia europei.
L’Unione Europea chiede all’Italia di recepire la nuova direttiva sulla qualità dell’aria entro dicembre 2026 e di rispettarne i limiti dal 2030. Secondo i promotori del dossier, interventi marginali non basteranno: servono misure strutturali su mobilità, riscaldamento domestico e pianificazione urbana.
Il tema sarà al centro del seminario internazionale “RespiraMi”, in programma il 2 e 3 marzo alla Fondazione Cariplo, dedicato non solo all’inquinamento atmosferico ma anche a quello acustico e luminoso, con la partecipazione di esperti e rappresentanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Fonte: Corriere della Sera