A Bari monta la protesta dei tassisti contro il Bus rapid transit (BRT). Il nodo è l’impossibilità per i taxi di utilizzare le corsie riservate ai nuovi mezzi elettrici che, dall’estate, collegheranno i quartieri cittadini. I conducenti minacciano lo sciopero e annunciano iniziative eclatanti.

Domani alle 9 è previsto un incontro a Palazzo di Città tra una delegazione dell’Unione sindacale di base e gli assessori Domenico Scaramuzzi (Cura del territorio) e Carla Palone (Vivibilità urbana).

Scaramuzzi chiarisce che le regole non dipendono dal Comune: per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il BRT è equiparato a una linea tranviaria e sulle corsie possono transitare solo mezzi di soccorso e forze dell’ordine in emergenza. Sull’80 per cento dei 24 chilometri di tracciato le corsie saranno protette da telecamere, con sanzioni per chi le viola.

I tassisti, rappresentati anche da Cna Taxi e dalla cooperativa Radio Taxi, contestano la scelta: sostengono che il BRT sia un servizio su gomma e che in altre città italiane i taxi possano accedere alle preferenziali. Denunciano inoltre disagi dovuti ai cantieri e chiedono più controlli contro l’occupazione abusiva degli stalli e delle corsie riservate.

La vertenza sul BRT si somma alla protesta contro la concorrenza di Uber e del noleggio con conducente, riaccendendo il confronto sul futuro della mobilità urbana barese.

Fonte: la Repubblica